L’Italia a Bogotà celebra gli indigeni Guna

L’Italia a Bogotà celebra gli indigeni Guna
immagine di agenzia Aise

I Cuna sono un popolo di lingua chibcha, circa 40.000 persone, concentrati soprattutto nelle Isole San Blas di Panama (oltre 30.000 abitanti), con altre comunità nel Darién (Panama) e in Colombia. Con un Economia: basata su pesca, agricoltura (mais, patate dolci, canna da zucchero, tabacco, frutti tropicali), allevamento e caccia. Un Organizzazione sociale: famiglie estese di più generazioni convivono nella stessa casa. Insediamenti: Continente → villaggi lungo i fiumi, case separate, campi agricoli distanti, circondati da giungla. Isole San Blas → comunità organizzate come città, con strade, case adiacenti, scuole, negozi, ambulatori e case del congresso per funzioni politiche e cerimoniali. Modernizzazione: più intensa nelle isole, mentre le comunità continentali restano isolate, lontane da grandi strade e città.

“Mola arte sin fronteras”: martedì a Bogotà l’inaugurazione della mostra italiana che celebra gli indigeni Guna

BOGOTÀ\ aise\ – Verrà inaugurata martedì prossimo, 30 settembre, a Bogotà, la mostra “Mola Arte Sin Fronteras”. La mostra, realizzata dall’Ambasciata d’Italia in Colombia e dall’Istituto Italiano di Cultura di Bogotà assieme a MolasArte e al Politecnico Grancolombiano, celebra il patrimonio culturale degli indigeni Guna, con opere d’arte contemporanea ispirate alla mola, un tessuto ricco di significato e tecnica.
La mostra presenterà le opere di 21 artisti contemporanei e internazionali, ognuno dei quali porterà la propria interpretazione della mola, esplorando temi di identità, cultura e creatività. Gli artisti invitati offrono una prospettiva unica, fondendo tecniche tradizionali e moderne per dare vita a opere che raccontano storie di comunità, migrazione e uguaglianza.
Tanti gli artisti invitati: MolasArt, Federica Crocetta, Gigi Rigamonti, Claudio Santini, Eliana Lorena, Olga Sinclair, Micaela Sollecito, Mira Valencia, Johana Villamil, Álvaro Moreno Hoffman, Tomás Jaramillo, Oswaldo De León Kantule, Coque Gamboa, Dicken Castro, Maurizio Capra, Heléne Breebaart, Carlota Bentham, Pedro Ruíz e Giuliana Anzellini.
Ma “Mola Arte Sin Fronteras” per gli organizzatori non è solo un’esposizione d’arte, ma un ponte tra culture e un’opportunità per stimolare un dialogo interculturale.
La mostra si svolgerà presso nella sede del Politecnico Grancolombiano – City Campus, a Bogotá, e sarà aperta al pubblico fino al prossimo 15 ottobre. (aise) 

 

 

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Redazione Radici

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