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Beatrice Venezi nel mirino — Sforzini (Rinascimento): “Cultura ostaggio dell’ideologia. Istituire un Osservatorio nazionale per la Libertà Culturale sotto l’egida del Quirinale”
«Quando il merito dà fastidio scatta la macchina del fango. Il caso Beatrice Venezi dimostra che, in Italia, se sei giovane, competente e non allineato diventi un bersaglio. È la prova di un sistema culturale che non difende la cultura ma il conformismo», dichiara Luca Sforzini, esperto d’arte, proprietario del Castello di Castellar Ponzano e fondatore del movimento Rinascimento.
«Non si giudicano più risultati e preparazione, ma l’adesione al pensiero dominante. Chi dissente viene processato mediaticamente e delegittimato. È un meccanismo che sostituisce il dibattito con la censura e il merito con l’ideologia.»
La proposta. «Chiediamo l’istituzione di un Osservatorio nazionale per la Libertà Culturale, sotto l’egida della Presidenza della Repubblica, con poteri reali di monitoraggio e intervento contro discriminazioni politiche e ideologiche nel mondo dell’arte, dell’università, dei media e dello spettacolo: segnalazioni tutelate, ispezioni, relazioni pubbliche periodiche, sanzioni per enti che violano pluralismo e libertà di espressione.»
«La cultura vera nasce dal confronto, non dall’epurazione. Teatri, università, fondazioni e redazioni non possono diventare filtri ideologici. Il caso Venezi è un campanello d’allarme per tutti: oggi tocca a lei, domani a chiunque non si conformi», conclude Sforzini. «La cultura è patrimonio del popolo, non proprietà di un’élite: difenderla significa difendere la libertà stessa.»
foto lesalonmusical.it
