Accordo per Gaza, Trump riceve Netanyahu alla Casa Bianca

Accordo per Gaza, Trump riceve Netanyahu alla Casa Bianca

Accordo per Gaza tra promesse americane e isolamento politico di Israele

Accordo per Gaza: Donald Trump accoglierà oggi alla Casa Bianca il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, dopo aver promesso un’intesa storica per il Medio Oriente e aver posto il veto a una possibile annessione della Cisgiordania occupata. Se da un lato il presidente americano parla di “opportunità unica”, dall’altro Netanyahu resta intrappolato in un isolamento a livello internazionale che lo mette sotto pressione interna, tra proteste e richieste di cessate il fuoco per il rilascio degli ostaggi.

Donald Trump accoglie oggi alla Casa Bianca il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, poco dopo aver promesso un “accordo” per Gaza e aver posto il veto a una potenziale annessione della Cisgiordania occupata.

“Abbiamo una reale opportunità di realizzare qualcosa di grande in Medio Oriente. Tutti sono pronti per qualcosa di speciale, qualcosa che accade per la prima volta. Lo faremo”, ha scritto il presidente americano sulla sua piattaforma, Truth Social.

In nove mesi, Donald Trump non ha mai messo in discussione il suo sostegno a Israele. Ma le sue idee per porre fine al conflitto, scoppiato il 7 ottobre con un attacco senza precedenti da parte di Hamas, sono state altalenanti e non sempre allineate a quelle del suo ospite.

Quanto al primo ministro israeliano, continua a promuovere una retorica bellica, ma è isolato a livello internazionale e deve affrontare manifestazioni in Israele a favore di un cessate il fuoco che consentirebbe il ritorno degli ostaggi. (AgenPress)

Resta da capire se le promesse di Washington potranno tradursi in un vero accordo per Gaza o se si tratterà solo dell’ennesima dichiarazione destinata a restare sulla carta, in tanto Netanyahu continua a giocare la sua partita politica su più fronti: da una parte la fermezza militare, dall’altra la crescente solitudine internazionale.
Il futuro del conflitto, ancora una volta, sembra appeso alle mosse di due leader che inseguono obiettivi diversi sotto lo stesso palcoscenico globale.
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Redazione Radici

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