A Bologna arrivano le “stanze del silenzio” per pregare e meditare: ecco cosa sono
Nell’ambito del progetto per il dialogo interreligioso in corso a Bologna, c’è in cantiere l’idea di realizzare le “stanze del silenzio”, un luogo di meditazione che esiste già in altre città
di Maurizio Papa
BOLOGNA – “Stanze del silenzio” per riflettere e pregare interiormente. Magari anche fianco a fianco di persone di confessioni diverse. Già presenti in altre città, ora arriveranno presto a Bologna. Dove? Nelle biblioteche, forse nei musei ancora non si sa. Ad anticipare la novità è Rita Monticelli, consigliera comunale con delega ai diritti umani e al dialogo interreligioso e interculturale, che oggi ha toccato l’argomento oggi a margine della presentazione della mostra fotografica “Al di là dei confini. Luoghi sacri condivisi”, che da giovedì al 19 ottobre sarà ospitata dalle Collezioni comunali d’arte a Palazzo d’Accursio. Monticelli si è soffermata a fare il punto anche sul progetto della Casa dell’incontro e del dialogo tra religioni e culture (momentaneamente in stand by dopo la bocciatura di Villa delle Rose come possibile location). La Casa del dialogo, ha assicurato Monticelli, “ci sarà”, rassicurando sul fatto che su questo progetto “non ci arrendiamo”. E ha spiegato che ci sono, appunto, anche altre idee in cantiere. A partire dalle “stanze del silenzio”. Si tratta di ambienti neutri, che non prevedono la presenza di nessun simbolo di culto, proprio perchè siano adatte ad ospitare tutti e a permettere la coesistenza di fedi diverse.
Insomma, in attesa di un luogo fisico in cui realizzare la Casa del dialogo, prosegue Monticelli, “nel frattempo cerchiamo davvero di far sì che le comunità si conoscano tra di loro e, soprattutto in un momento storico così difficile, che venga dato grande spazio al rispetto delle diversità e agli incontri, davvero al di là delle differenze”, spiega la consigliera. E le stanze del silenzio vanno proprio in questo senso. Perchè, a cosa servono? “Sono importanti quanto il dialogo perchè le persone possano incontrarsi e pregare nella loro lingua interiore e forse, dopo, magari anche conoscersi e avviare un percorso individuale insieme. Ci sono diversi livelli nel dialogo interreligioso, chiaramente quello delle persone è forse il più importante: quando ci si incontra con il cuore e non soltanto con le parole. Però chiaramente anche le parole servono a creare una direzione comune”.
Ma dove saranno create queste stanze? “Ci stiamo lavorando“, risponde Monticelli, anticipando intanto che saranno “diffuse” e segnalando che in altre città “sono normalmente collocate a volte nelle biblioteche, a volte nei musei“. Sempre in tema di dialogo interreligioso, Monticelli spiega l’attenzione anche per un altro fronte, quello dell’arte: “Crediamo moltissimo nell’arte, come spazio di intesa e come spazio di ispirazione. Quindi il percorso che vorremmo fare e che è parte di questa Casa itinerante- sottolinea Monticelli- è artistico-spirituale”. Si tratta di un “percorso in itinere”, afferma poi l’assessore alla Cultura, Daniele Del Pozzo: “In attesa di trovare lo spazio giusto e anche la formula giusta”, la mostra presentata oggi è proprio “una delle tappe che accompagnano questo percorso”.
fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it
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