La banca Monte dei Paschi di Siena si allarga
I giornaloni ci fanno sapere che molto probabilmente l’acquisizione di Mediobanca da parte di MPS andrà in porto.
Non è una acquisizione vera e propria in quanto il pagamento non è effettuato con soldi ma prevalentemente con titoli ma (a tacere delle enormi implicazioni di sistema che una tale procedura comporta) una cosa è certa: si forma un altro grande agglomerato bancario-finanziario; sembra che il governo guardi con estremo favore tale operazione.
A fronte delle numerose certezze che ci rappresentano i “bene informati” noi abbiamo alcune domande che non possono non imporsi all’osservatore indipendente: a) questa forza finanziaria di MPS da dove viene? Dai tassi di interesse rincarati? Cioè dalla povera gente -famiglie e piccole imprese- indebitata? Oppure dalla volatilizzazione di alcune banche? b) il compito di un governo è quello di garantire la libera concorrenza e quindi la funzionalità del mercato e non certo la prevalenza di certuni su certi altri o addirittura di entrare in prima persona nell’economia. Quindi che senso ha la formazione di questo blocco antidemocratico nel sistema bancario nazionale già oligopolistico? In che maniera il cittadino-utente o il contribuente potrebbe avvantaggiarsene? e i piccoli azionisti MPS in che modo potranno recuperare i soldini volatilizzati in passato? c) Mediobanca ha resistito a tale progetto di MPS anche con costose campagne pubblicitarie avverse a tale operazione promettendo per il 2025 dividendi allettanti; con quali certezze hanno promesso tutto ciò? O sono promesse da marinaio? O i bilanci si scrivono prima della fine dell’esercizio? d) la opacità del sistema bancario italiano conseguente alla sua eccessiva concentrazione ha favorito la grande finanza internazionale (che porta a casa -dall’Italia- profitti faraonici estorti dalla moltitudine dei debitori-clienti bancari) andrebbe contrastata e non certo favorita creando nuovi agglomerati che andranno nel mirino dei finanzieri internazionali; che intende fare il governo per spezzettare questi innaturali e ingovernabili centri creditizi che divengono “troppo grandi fallire” pur essendo “troppo grandi per esistere” in una economia libera e democratica? e) in tutto questo il sud e i vari sud d’Italia come se ne avvantaggiano? O li lasciamo morire di spopolamento? e) la politica antidemocratica della sinistra tutta protesa ad arraffare soldi in ogni modo da cui l’elettorato italiano ha cercato di liberarsi in cosa differisce dalla linea di questo governo?
In ogni economia c’è chi crea ricchezza alzandosi presto la mattina per costruire e creare qualcosa che prima non esisteva. Poi vi sono i consumatori di ricchezza che dovrebbero erogare servizi ai creatori di ricchezza per rendergli la vita lavorativa più agevole. Il carabiniere -per esempio- deve difendere la vita e la proprietà del creatore di ricchezza perché questi crei di più e meglio i suoi prodotti; ma se i creatori di ricchezza non hanno questi servizi o li pagano troppo il sistema si inceppa; è il caso italiano -e più in generale dell’Occidente- nel quale il costo di questi servizi (che sono quelli pubblici ma anche quelli privati come il credito o la assicurazione o la informazione o la cultura…) è elevato mentre la loro qualità e quantità scadente. La concentrazione di molto potere in poche mani è il peggio che possa auspicarsi nell’ottica di maggiore efficienza nella erogazione di servizi pubblici e privati e questo compito dovrebbe essere il fiore all’occhiello delle destre in antitesi alle sinistre che si sono dimostrate semplicemente avide di danari e potere cosa per la quale sono state defenestrate nonostante si facciano falsamente paladine dei deboli.
E invece….
Canio Trione
