Ferroviere solitario dei C+C=Maxigross
disponibile per le radio e su tutte le piattaforme di streaming
il nuovo singolo dei
C+C=MAXIGROSS
per Dischi Sotterranei
«Un beat essenziale accompagna questo viaggio attraverso la nostra Realtà, per sfaldarsi in un crescendo di fiati e cori riverberati. Possiamo farci spettatori passivi del Mondo in cui siamo immersi, vivendo tutto ciò che di negativo, lobotomizzante e cinico ci viene propinato; possiamo opporre resistenza a questa Realtà, sfidando i mulini a vento; o possiamo permetterci di abbracciarla per, finalmente, scorrere e trasformarci».
Così i C+C=Maxigross presentano “Ferroviere solitario”, in uscita venerdì 5 settembre: il nuovo singolo che anticipa “Nuova Era Oscura – Vol.2”, secondo capitolo dell’album pubblicato a marzo 2025 per Dischi Sotterranei, un lavoro che la stampa di settore ha definito pulsante, originale, personalissimo e avanguardistico.
Un rito sonoro collettivo, espressione di una grande libertà creativa, uscito a distanza di due anni da “Cosmic Res” (il disco nato dopo la morte del mentore Miles Cooper Seaton) e interamente prodotto da Cru e Tobjah, arrangiato e suonato insieme a Sirio Bernardi alle percussioni, Zeno Merlini ai fiati e al recente ingresso Luca Sguera (membro di progetti quali di Scope con Laura Agnusdei e A Nice Noise con Adele Altro) al piano e synth, che insieme alla cantante Anna Bassy (già collaboratrice del Gianluca Petrella Cosmic Renaissance) hanno arricchito la formazione del gruppo, in continua evoluzione, spingendo le sonorità dei C+C=Maxigross verso lidi maggiormente jazz e rumoristici.
Tredicesima fatica del collettivo veronese (se si contano LP, EP, dischi dal vivo e dub version) ovvero settimo album in studio, “Nuova Era Oscura – Vol.2” è la luce del mattino che segue la notte buia e densa come l’epoca opprimente che stiamo vivendo, come l’abisso in cui la prima parte dell’opera ci ha condotto per mano. È una luce che disorienta e confonde quella che attende fuori dalla caverna chi ha deciso di intraprendere questo viaggio, come il mito platonico ci racconta.
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“La REALTÀ è una straniera che parla una lingua sconosciuta.
È facile fare finta di niente quando passa accanto a noi.
Ha la mano aperta e ci chiede un aiuto. Chiede la nostra partecipazione al suo farsi. Senza di noi, prima o poi, sprofonderà nel dolore. Senza di lei, noi saremmo nulla.
Se fosse un emblema, sarebbe raffigurata come una mendicante: ignorata, perseguitata, insultata eppure sempre presente, sempre insistente, sempre speranzosa in un’altra risposta che non sia di odio e di disprezzo, ma di amore e gentilezza.
Dovremmo essere grati, alla REALTÀ, perché ci lascia aperta la porta, continua a spalancarcela, e non c’è chiusura possibile, misura di polizia, orrore e sterminio e dispositivo di controllo capace di eliminarla. Anzi, più la sofferenza aumenta, più crescono i mendicanti.
La REALTÀ è ironica. E misericordiosa”
da Introduzione alla realtà di Edoardo Camurri (Timeo, 2024)
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