Lettera aperta a Piero Bitetti, Sindaco di Taranto: EX ILVA, il coraggio conviene
Caro Sindaco, mi sono trasferito da Milano a Taranto nel 2022 e dal primo giorno ho capito quanto questa splendida città e i suoi cittadini soffrano ingiustamente e quanto, allo stesso tempo, le grandi potenzialità del territorio possano farlo crescere nella direzione del bello.
Noi ci siamo incontrati solo una volta, in una bella mattina di primavera sul lungomare. Eravamo in piena campagna elettorale e quando le ho stretto la mano con leggerezza l’ho chiamata Sindaco, Lei ha sorriso in un moto di timidezza che ho molto apprezzato e mi ha risposto: “Non sono ancora Sindaco… speriamo”.
Lettera aperta a Piero Bitetti, Sindaco di Taranto_ EX ILVA, il coraggio conviene
Ecco, Signor Sindaco, il punto è proprio qui: speriamo, in una città che da trent’anni pensa di essere senza speranze.
Le scrivo (senza alcun titolo) per chiederLe di fare la cosa giusta e di non dannarsi negli errori del passato.
Del resto io sono un milanese, un estraneo, una creatura esotica alla quale i tarantini, nei secoli campioni di esterofilia, concedono tutte le attenuanti per le sue stravaganze. Così, avulso dagli usi e costumi della città, mi permetto il lusso di non rassegnarmi a un copione già scritto e mi rivolgo a Lei direttamente.
Signor Sindaco, vengo al punto: con questa lettera aperta desidero incoraggiarLa a non firmare l’accordo di programma sull’ex Ilva.
So bene quanto sia difficile resistere alle pressioni, ai compromessi, alle sirene dell’opportunismo e della falsa convenienza politica.
Ma questa è un’occasione storica. Un bivio netto, morale e civile: in questa bollente estate jonica può scegliere di essere il primo sindaco di Taranto a non piegarsi.
La comunità tarantina è stanca, provata, spesso disillusa. Ma non è rassegnata. E se oggi Taranto appare spenta, dimenticata, è solo perché chi avrebbe dovuto proteggerla ha troppo spesso chinato il capo.
Eppure, proprio adesso, potrebbe iniziare un nuovo corso. Dopo una lunga lista di politici che sono passati alla cassa, Lei ha l’occasione di passare alla Storia. Può diventare l’uomo che ha avuto il coraggio di dire “basta”. Basta al ricatto occupazionale, basta alla monocultura dell’acciaio, basta a un impianto energivoro e mortifero che consuma miliardi e restituisce malattia, marginalità e morte.
L’ex Ilva è un catorcio. Nel profondo del suo cuore, nel silenzio della sua coscienza, lo sa anche Lei. Non rigenererà mai davvero questa città. Non la porterà mai a una crescita sana, duratura, condivisa.
Io vengo dal Nord, ma ho scelto il Sud e Taranto. L’ho scelta per amore dei tarantini, per empatia con le grandi radici e le struggenti cicatrici che la città mostra ogni giorno, in tutte le sue manifestazioni. La tragedia di Taranto è, in senso letterario, un’epopea di dolore che raggiunge vette liriche altissime. Consegnamo questo dolore al passato, per favore.
Invito anche altri scrittori, artisti ed esponenti del mondo culturale italiano a far sentire la propria voce per sensibilizzare su questa tematica fondamentale, come con passione e coerenza fanno da molti anni due figli autorevoli di questa città: Antonio Diodato e Michele Riondino.
Le persone vogliono risorgere e tutte le volte che a Taranto succede qualcosa di positivo, brilla d’una luce di rivalsa che lo rende ancora più bello. C’è tanta voglia di rinascita, di cultura, di arte, di impresa vera.
In questi tre intensi anni ho conosciuto i suoi cittadini, ne vada fiero al di là dei luoghi comuni, sono persone straordinarie: pescatori, artisti, imprenditori. C’è qualità diffusa, trasversale, potente, che aspetta solo un segnale per esplodere.
Un segnale che Lei può dare. Ne ha l’investitura, il diritto, il dovere. Non sarà facile, Sindaco. Ma resistere e dire no oggi è l’unica scelta dignitosa. Il potere di un Sindaco in questo frangente è enorme, perché è sostenuto dal voto diretto dei cittadini, soprattutto nel caso di un mandato fresco come il Suo.
Quindi faccia la cosa giusta. È inutile elencare tutti i vantaggi (sociali, sanitari, ecologici ed economici) rappresentati dalla chiusura del mostro, li conosce meglio di me e da più tempo. Sono evidenze. Liberi la città da questa cupa ombra.
Se invece anche Lei, come chi l’ha preceduta, si piegherà agli interessi calati dall’alto, che non tengono in nessun conto i diritti e le vite stesse dei tarantini, finirà per essere l’ennesimo sindaco senza volto, presto dimenticato.
Ma se sceglierà la strada del coraggio diventerà l’uomo che ha restituito dignità a un popolo.
Scelga se vuole essere un politico di provincia o uno statista internazionale. Dia inizio a una nuova era per Taranto. Non firmi.
Impegni tutta la sua forza per chiudere l’ex Ilva e per guidare Taranto verso un’alternativa concreta, già immaginata e proposta dal basso, da cittadini, esperti, comitati e associazioni.
Si metta alla testa della sua città che sta gridando “Voglio vivere!”. Non mi pare un capriccio.
Lo faccia, e sarà ricordato per sempre. Dai tarantini. Dalla Storia. Perché il coraggio conviene.
Con fiducia, Taranto, 16 luglio 2025
Alessandro Brunello
