PKK: avviato processo di disarmo
PKK: Il disarmo dopo 40 anni di lotta armata in Turchia
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Il PKK Partito dei Lavoratori del Kurdistan ha avviato il disarmo simbolico nella regione curda settentrionale dell’Iraq. Come riferisce Al-Jazeera, l’emittente con sede in Qatar, questa azione pone fine a una battaglia armata che ha causato la morte di oltre 40.000 persone durante i quattro decenni di combattimenti con la Turchia.
Sulaimaniyah: la cerimonia
Sulaimaniyah, regione curda settentrionale dell’Iraq: dopo l’annuncio fatto a maggio di voler abbandonare la lotta armata, venerdì scorso ha avuto luogo una cerimonia che, attraverso un processo simbolico, ha dato un messaggio forte. Alcuni combattenti del PKK hanno bruciato le proprie armi anziché consegnarle a un’autorità.

Abdullah Öcalan, il leader
Il PKK e’ sempre stato considerato un gruppo terroristico dalla Turchia, dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti. Il suo storico leader Abdullah Öcalan avrebbe così commentato la decisione di deporre le armi: “una transizione volontaria dalla fase del conflitto armato a quella della politica e del diritto democratici” come riferisce l’agenzia di stampa Firat nel video registato a giugno. Öcalan, che rimane ancora oggi la figura chiave per il PKK, si trova attualmente in Turchia detenuto in isolamento sull’isola di Imrali dal 1999.
Mahmoud Abdelwahed di Al Jazeera riferisce sull’evento descrivendolo altamente simbolico ma con “una lunga strada da fare”. Infatti anche il PKK ha delle richieste tra cui, come riferisce “il rilascio del suo leader Abdullah Öcalan perché lo vogliono in Iraq alla guida del processo democratico”.
La Turchia, attraverso il suo presidente Erdoğan, considera questi sviluppi importanti e un grande passo avanti per la fine del conflitto decennale.
