Il 1 dicembre a Bari un convegno sul Beato Giacomo Varingez da Bitetto: Il dono della umiltà

Il 1 dicembre a Bari un convegno sul Beato Giacomo Varingez da Bitetto: Il dono della umiltà

Il 1 dicembre pv alle ore 17.00, si svolgerà presso la Sala Convegni della Madonnina Life&Care a Bari, viale Louis Pasteur,18, 70124, tel.080.9736888 – info@lamadonninabari.it, un convegno sul tema: Il Beato Giacomo Varingez di Bitetto: Il dono della umiltà. Lo stesso sarà organizzato dall’ANIM – Associazione Nazionale Italiani nel Mondo, Anim Aps’ e dal Quotidiano Internazionale On line Il Corriere Nazionale su iniziativa del suo Direttore dott. Antonio Pierangine, promotore del Comitato Internazionale per il culto e la conoscenza del Beato Giacomo da Bitetto, https://www.facebook.com/ConoscenzaCultoBeatoGiacomo- visita la pagina facebook.

Il Beato Giacomo di Bitetto è da oltre tre secoli  interprete ed alfiere della Santità, il volto più bello della Chiesa. Il convegno consentirà di svolgere alcune riflessioni  per meglio comprendere le ragioni del nostro impegno per accrescere il culto e la conoscenza  del  Beato Giacomo affinchè la Santa Chiesa ne riconosca la Santità elevandolo alla gloria universale degli altari.

Il Beato Fra Giacomo Varingez il cui corpo incorrotto è custodito, venerato dai frati minori francescani nel Convento di Bitetto è meta continua di fedeli in tutto il mondo che in preghiera ne invocano la grazia, la protezione e la intercessione presso il Signore. Il Nostro dopo oltre tre secoli dalla sua Beatificazione, avvenuta ad opera del Sommo pontefice Clemente X1° il 29 dicembre del 1700 non è ancora  salito agli onori degli altari. Senza troppi sofismi, con animo sgombro da pregiudizi e con il cuore pieno di speranza andiamo in tanti alla ricerca delle ragioni che giustificano tale inspiegabile ritardo. Il Beato Giacomo ha tenuto nel corso della sua lunga esistenza una vita esemplare tant’è che ancora in vita il leggiadro e miracoloso profumo della sua Santità si è diffuso non solo a Bitetto e in Puglia ma in Italia e in molte Nazioni del globo.

Dopo una giovinezza trascorsa nella serena povertà del suo ambiente familiare e nella gioiosa adesione al vivere cristiano a trent’anni lasciò la sua città Natale Zara, in Dalmazia, nella speranzosa ricerca di un lavoro meno incerto; nel suo peregrinare sbarcò unitamente ad altri conterranei nelle Puglie. Qui lo attendeva l’invito del Signore che gli mostrava la via più perfetta e sicura quella del Vangelo. Scalzatosi per amore della povertà, desiderò essere figlio del poverello di Assisi. Pertanto fu accolto nel convento francescano di Bitetto nel quale emise la professione religiosa Nella sua nuova patria il Beato visse come semplice fratello laico.

L’obbedienza gli affidò ripetutamente il compito di sacrista, di cuciniere, di ortolano, di questuante a vantaggio dei suoi confratelli. Svolse le sue mansioni con cuore lieto e generoso, vivendo la grazia del lavoro senza estinguere lo spirito di devozione e della santa orazione. Fu costante ed ammirevole  nell’osservanza della regola, mirabile nella semplicità  e nel distacco da ogni bene terreno. Contemplativo sino all’estasi ,Fra Giacomo ebbe una speciale tenerezza per la Vergine Maria, che fin dall’infanzia aveva scelto come consigliera, maestra e madre. Dio lo volle arricchire anche del dono della profezia e dei miracoli ( gli vengono attribuiti oltre 60 ).

L’umiltà, il distacco dal mondo e il raccoglimento furono le sue prerogative, insieme ad un particolare incanto per la natura. Queste sue caratteristiche non lo resero solitario. ma piuttosto lo spinsero ad essere maggiormente sensibile alla pratica della carità ed al servizio dei poveri, Per gli uomini del tempo Fra Giacomo  fu un instancabile dispensatore  di pace, di concordia e d’amore; nel mentre si diffondeva ogni giorno di più il profumo dolcissimo e inebriante della sua  Santità. Dopo il 1480, venne destinato all’obbedienza  a Bitetto , dove iniziò la sua vita di francescano. Lo speciale legame con i cittadini di questa nobile città si intensificò sempre di più e andò crescendo fino alla morte.

Come questuante non si limitò a chiedere per amore di Dio , ma in ogni famiglia portava la luce della sua semplice ed efficace parola  evangelica. Ovunque augurava la pace , rasserenava i cuori, diffondeva il profumo della grazia. Sebbene avanzato negli anni, Fra Giacomo dedicò le sue deboli forze  ad assistere i malati. Si prodigò nella carità per i poveri  nelle numerose e ricorrenti siccità, mai stancandosi di distribuire l’acqua  attinta  ai pozzi del convento. Nella estate del 1483 , passò tutto il suo tempo da mane a sera beneficando, guarendo malati, illuminando i dubbiosi, sollevando ogni miseria,  insegnando con i fatti la via regale alla carità. La sua assai precaria condizione fisica , gravemente segnata dal doloroso incurvarsi del corpo  e dalla sordità pressochè totale, fu l’estrema consegna di se stesso al Signore.

Sorella morte  colse la sua vita esemplare e  ricca di meriti nel convento di Bitetto , probabilmente nel 1496, in odore di Santità confermata peraltro vent’anni dopo quando  a seguito di una ricognizione si scoprì che il suo corpo era rimasto inflessibile  ed incorrotto. Fatto che la scienza non è riuscita ancora oggi a spiegarsi anche dopo l’ultima ricognizione del 1986 se non ricorrendo a virtù soprannaturali ed alla Fede.

Quello del corpo incorrotto resta ad oggi, dopo tre secoli,  il miracolo più importante ed eclatante del Beato Giacomo; il corpo  conserva ancora le caratteristiche di quando il Beato Giacomo era ancora in vita oltre che essere ancora duttile e flessibile.

Questo miracolo  sarà nel corso del seminario il tema di una articolata relazione scientifica da parte del dott. Enrico Pierangeli, neurologo e neurochirurgo. Partecipare per un buon cristiano devoto del Beato Giacomo è un dovere quasi categorico.

Ingresso libero

Marcario Giacomo

Editorialista de Il Corriere Nazionale

www.corrierenazionale.net

 

Antonio Peragine

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