Ingegneri e Tecnici  Umanisti: una grande esigenza per la società digitale

di Antonino Giannone^
Come già avviene da numerosi anni in USA ad Harvard University  (Business&Ethics Center J.Safra) e recentemente a Seattle University (Digital Center of Ethics diretto dal Prof. Luciano Floridi) anche in Italia, il Politecnico di Torino ha iniziato, da qualche anno, programmi di formazione di Ingegneri Umanisti. Un’esigenza che il Rettore Guido Saracco ha illustrato nell’inaugurazione dell’Anno Accademico 20121-2022.
Serve, nella società digitale, fornire formazione non solo per le competenze tecnologiche (Hardware), ma anche per le abilità trasversali (Soft Skills) e per il Saper Essere (Ethics e Leadership)
La gestione dei grandi cambiamenti nei sistemi organizzativi e sociali dovuti all’introduzione delle tecnologie digitali, in particolare dell’Intelligenza Artificiale riguardano il benessere di tutti i comparti sociali. Bisognerebbe  che un Ente/Istituzione  che si occupa di raggruppare le tecnologie che stanno intervenendo nella gestione dei settori ambientali (es. Rapporto del gruppo di esperti del Parlamento europeo per il futuro della scienza e della tecnologia STOA), sia  in stretta collaborazione con altri Enti/Istituzioni  che  ricercano le soluzioni filosofiche e di Etica in tutti i comparti sociali. Lo STOA, istituito nel 1987, è composto da 27 membri del Parlamento europeo provenienti da 11 comitati parlamentari, i quali hanno accesso a competenze all’avanguardia su argomenti scientifici e tecnologici complessi. Lo STOA collabora con importanti reti e istituzioni scientifiche. Un’area tematica strategica riguarda la qualità della vita, con l’obiettivo di contribuire a migliorare il benessere fisico, materiale, psicologico, spirituale e sociale dei cittadini europei.
Tra i temi approfonditi: e-health, dispostitivi medici innovativi, antibiotico-resistenza, biotecnologie, Big Data, IA e Salute, lotta contro il cancro, farmaci a prezzo accessibile, ricerca sanitaria e trasparenza.
Con questo approccio strategico si dovrebbe realizzare un’attenzione più sensibile del vivere nel mondo alle diverse latitudini, da parte di qualsiasi etnia e appartenenza religiosa, in particolare da parte di coloro che hanno responsabilità di gestione di enormi risorse tecniche e finanziarie ma anche di guidare e motivare  moltissime persone sia nei sistemi complessi in ambito ambientale, sia dell’istruzione e della famiglia.
Quindi bisognerebbe  promuovere e sostenere questo orientamento strategico per rivitalizzare  l’Umanesimo nelle giovami generazioni e nei meno  giovani, perché la società digitale non vada verso un post Umanesimo, ma semmai verso un Neo Umanesimo digitale e cristiano.
E’ verso questo obiettivo che ho pubblicato Umanesimo Digitale,con il sostegno di Amici Esperti nelle due grandi aree di riferimento, Tecnologie e Filosofia: Guido Perboli (Intelligenza Artificiale) – Valeria Lazzaroli (Cyber Security) – Gianni Fusco (Antropologia culturale e Teologia Dogmatica) – Aldo Livolsi (Finanza Etica)
Il libro Umanesimo Digitale  potrà  essere un utile strumento di analisi perché riporta 389 Autori e Autrici con 631 Citazioni e commenti su Tecnologie digitali, Intelligenza Artificiale ed Etica.
Mi auguro che gli  Amici di diverse Organizzazioni prendano a cuore questo problema per consentire ai giovani delle generazioni Zeta e ai meno giovani di affrontare il futuro verso un Neo Umanesimo Digitale e non verso un post Umanesimo anti cristiano.
Mi auguro che non si avveri nell’era digitale  dell’Intelligenza Artificiale quanto temeva il grande Albert Einstein: Ho paura del giorno in cui la tecnologia supererà la nostra umanità. Il mondo avrà solo una generazione di idioti. 

^ Antonino Giannone, Editorialista A.N.I.M.

Redazione

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