Turismo. Ferragosto senza il tutto esaurito: gli italiani restano a casa per i rincari

Turismo. Ferragosto senza il tutto esaurito: gli italiani restano a casa per i rincari

Presenze al di sotto delle previsioni, Romagna in affanno per le disdette, spiagge piene ma solo nei week-end. Le associazioni di consumatori: fuga verso mete più accessibili come l’Albania. Doveva essere l’estate del tutto esaurito ma qualcosa non ha funzionato.

E così alla vigilia di Ferragosto il bilancio provvisorio fatto dagli operatori del turismo è fatto di luci ed ombre. Questa prima estate senza restrizioni legate alla pandemia ha portato in Italia molti stranieri, sia pure con un vistoso calo di quelli dell’Est, ma ha visto tanti italiani rimanere a casa per motivazioni economiche. L’inflazione ha determinato aumenti insostenibili – con punte del 44% ad esempio per i voli aerei, del 17% dei pacchetti vacanza e del 13% per alberghi e altre strutture ricettive – costringendo le famiglie ad accorciare, rinviare o rinunciare del tutto alle vacanze. Il tutto esaurito resta un miraggio.

Secondo Confcommercio circa 14 milioni di italiani sono in vacanza per la settimana di Ferragosto, restando nella maggior parte dei casi in Italia e spendendo circa 7 miliardi di euro. Il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca è perplesso. ”Non sta andando male, ma nemmeno a gonfie vele come dovrebbe essere in questo periodo.

Non c’è il tutto esaurito in Sardegna, in Versilia siamo al 70% di occupazione (l’anno scorso eravamo all’87%)…”. Secondo un’indagine di Cna Turismo e Commercio nella settimana 11-20 agosto sono 25 milioni le presenze per un giro d’affari superiore ai 10 miliardi. Un risultato record che vede i turisti stranieri abbattere il muro dei 15 milioni di presenze. Meno ottimista il Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti che per il weekend lungo di Ferragosto – cinque notti, dall’11 al 16 agosto – prevede 17 milioni di presenze turistiche, per il 60% italiane nelle strutture ricettive ufficiali.

Secondo il ministero del Turismo comunque la seconda settimana di agosto conferma la tendenza che vede l’Italia come seconda meta preferita. Nella prima metà del mese si registra un aumento delle prenotazioni aeree del 14% rispetto allo stesso periodo del 2022, grazie soprattutto alla spinta internazionale (+22%). Albania low-cost. In Italia i servizi turistici costano fino al 248% in più rispetto alle località balneari dell’Albania. Consumerismo No Profit ha messo a confronto prezzi e tariffe delle principali mete balneari albanesi con quelle del nostro Paese.

Per dormire 7 notti in una delle località di mare più note dell’Albania, dal 21 al 28 agosto in camera doppia, la spesa minima parte dai 175 euro a Valona fino ad arrivare ai 420 euro di Qeparo. Nella stessa settimana un soggiorno parte da un minimo di 564 euro a Milano Marittima, 735 euro a San Vito Lo Capo e 889 euro a Villasimius. Gli stabilimenti balneari in Italia costano in media il 162% in più e l’Albania risulta più conveniente anche sul fronte della ristorazione dove un pasto completo a base di pesce costa in media tra i 20 e i 25 euro a persona, contro i 45/65 euro dell’Italia. “Non è certo un caso se si registra un calo del 30% delle presenze di connazionali presso le principali località balneari del nostro Paese, mentre le spiagge di Albania, Croazia e Spagna sono prese d’assalto dai turisti italiani” commenta il presidente Luigi Gabriele.

Anche il pranzo a casa è salato. Gli italiani che festeggeranno in casa il Ferragosto spenderanno per il pranzo tradizionale quest’anno in media il 10,7% in più rispetto allo scorso anno. Chi invece opterà per il ristorante dovrà mettere in conto rincari di circa il 5,3%.

I dati arrivano da Assoutenti. Considerato un pranzo da 8 persone realizzato in casa la spesa, a parità di consumi, sale di circa 22 euro rispetto allo scorso anno. Su una platea potenziale di 15 milioni di famiglie l’aggravio complessivo risulterebbe pari a 330 milioni di euro. Oltre un terzo della spesa turistica di italiani e stranieri nell’estate 2023 è destinato alla tavola per un valore che supera i 15 miliardi di euro per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche cibo di strada o souvenir enogastronomici secondo le stime di Coldiretti.

La Romagna sperava in un Ferragosto diverso: sulla riviera infatti c’è molta gente, ma non c’è quel pienone che si era soliti registrare in anni passati. Gli operatori non nascondo un po’ di delusione, perché la partenza della stagione estiva era stata rallentata a causa dell’alluvione, con una pioggia di disdette che con il passare delle settimane si è un pò attenuata. “A Ferragosto – dice il presidente provinciale di Confesercenti Fabrizio Vagnini – si registra finalmente un ritorno alla crescita dei flussi turistici, anche se restiamo lontani dalle attese e registreremo con ogni probabilità una flessione rispetto ai numeri dello scorso anno”. Sui principali portali di prenotazione online, sono centinaia gli alberghi che offrono ancora camere disponibili per i giorni di Ferragosto, una situazione inimmaginabile solo qualche anno fa. Il calo sembra imputabile soprattutto ai clienti italiani (che negli anni dell’emergenza sanitaria avevano peraltro riscoperto la riviera romagnola), visto che l’afflusso dall’estero, nonostante l’impennata dei prezzi degli aerei, sembra reggere.

La tendenza dell’estate 2023 sembra essere quella delle vacanze mordi e fuggi. “Le 30.000 aziende balneari, la maggior parte a conduzione familiare, sono impegnate ad assicurare che le vacanze al mare avvengano in condizioni di sicurezza e con tutti i confort” spiega Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari (Sib) aderente a Confcommercio.

Al momento si registra una ‘sofferenza’ della domanda interna rispetto a quella internazionale, con una “polarizzazione” delle presenze nei fine settimana e una sua riduzione durante il periodo feriale. A ciò si deve aggiungere una significativa diminuzione dei consumi. “È di tutta evidenza che l’inflazione e l’aumento dei tassi di interesse stanno erodendo sia i risparmi degli italiani che, di conseguenza, la loro capacità di spesa – aggiunge Capacchione -. Altro fattore importante da prendere in considerazione è che, dopo il periodo pandemico, molti nostri connazionali hanno ripreso a viaggiare all’estero”.

Marcario Giacomo

Editorialista de Corriere Nazionale www.corrierenazionale.net

foto il meteo.it

Redazione

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