Come Edimburgo affronta il divario digitale in vista del 2030

Come Edimburgo affronta il divario digitale in vista del 2030

Testo e foto di Alessandra Gentili

La scorsa settimana abbiamo parlato della città di Edimburgo quale esempio di smart city (https://www.progetto-radici.it/2023/07/27/edimburgo-un-esempio-di-smart-city/). Si è posto l’accento sull’importanza di utilizzare un elevato livello tecnologico per raggiungere l’obiettivo di diventare una città intelligente. Al contempo, però, si è evidenziato il limite che la tecnologia può rappresentare, per la fascia di popolazione che per motivi di reddito o di età, non ha accesso a tali innovazioni. Vediamo quindi quali strategie ha adottato la città di Edimburgo per superare questi limiti.

Iniziamo con un viaggio nella povertà. Nell’ottobre del 2018 è stata istituita a Edimburgo una Commissione sulla Povertà i cui lavori si sono conclusi nel 2020. È stata una Commissione indipendente, formata sia da professionisti di vari settori, sia da cittadini con esperienze dirette di convivenza in situazioni di povertà. Per tutta la durata del progetto i Commissari hanno partecipato in qualità di cittadini volontari, e non come rappresentanti delle loro organizzazioni.

La Commissione è stata sponsorizzata dal Comune della Citta di Edimburgo. L’intento è stato di definire quali strategie potessero essere messe in atto entro il 2030, per mettere fine alla possibilità che una fascia di popolazione possa trovarsi in situazione di povertà. Le aree di intervento su cui lavorare, individuate dalla Commissione, seguono il filo conduttore dei target stabiliti dalle Nazioni Unite con gli accordi dell’Agenda 2030. Si parla quindi delle aree sociali in cui è necessario intervenire per poter parlare di vita dignitosa: è necessario intervenire sulla sanità, affinché vi sia uguaglianza nei trattamenti, sul lavoro con un salario adeguato, sul comparto abitativo, sulle connessioni sociali che offre la città e sulla giustizia affiche’ sia equa.

Prima della chiusura dei lavori nel 2020, la Commissione ha coadiuvato la nascita del gruppo End Poverty Edinburgh. Questo gruppo è formato da cittadini indipendenti, il cui scopo è dare voce a quella parte di cittadinanza che non ne ha. Lavorano in sinergia con il Comune, orientandone le decisioni in quanto portatori di esperienze e soluzioni in qualità di rappresentanti della fascia di popolazione disagiata. Questo partenariato ha portato a dei risultati notevoli. Sono stati istituiti servizi di consulenza previdenziale e monetaria, che hanno permesso ai cittadini in stato di immediato bisogno di accedere alle sovvenzioni statali. È stato stanziato un fondo per gli aiuti alle famiglie a basso reddito, compreso di aiuti per il pagamento delle bollette. In partnership con l’Edinburgh Living Wage Action Group, sono stati chiariti i termini del salario dignitoso. Sono state quindi incoraggiate le imprese ad adeguarsi, per potersi accreditare. È stato stanziato un fondo per gli investimenti in edilizia, per il miglioramento delle abitazioni comunali esistenti, e per la costruzione di ulteriori unità abitative. Sono state assegnate nuove case con affitti sociali.

Nel frattempo si continua a lavorare per costruire basi solide, puntando sulla prevenzione. Per seguire le linee della Commissione, il Comune sta lavorando sulla riforma dell’iter attraverso il quale i cittadini accedono al sostegno.  Nel 2022 Edimburgo si è classificata al primo posto tra le citta scozzesi, per i tempi brevi che la contraddistinguono nella gestione delle aree e nella risoluzione del problema abitativo.

Infine l’NHS (il sistema sanitario nazionale) sta lavorando sulle disuguaglianze sanitarie. All’interno degli ambulatori medici sono presenti figure che fanno da collegamento nella comunità, chiamate Community Link Workers, che forniscono supporto su più fronti.

Ma veniamo al divario digitale. Colmare questo vuoto significa permettere connessioni cruciali che aiutano nella vita quotidiana. Dalla pianificazione familiare, alla sanità; dai rapporti con le Istituzioni ai trasporti. Chi è escluso digitalmente, e escluso socialmente e finanziariamente. People Know How, è un Ente di beneficenza scozzese per l’innovazione digitale che, in partenariato con il Comune di Edimburgo, aiuta le persone a colmare il divario digitale.

In quanto ente di beneficenza si avvale di molti operatori volontari.  Non si tratta solo di fornire tecnologia a chi non la possiede, come sottolineano gli operatori di People Know How. Si tratta invece di fornire un adeguato supporto a lungo termine, attraverso il quale fornire sia le competenze, sia la fiducia nel riuscire a fare questo passaggio. Viene realizzato un progetto ad-hoc per ogni persona, in modo che l’intervento sia mirato alle esigenze specifiche. Insegnano loro a vivere il mondo digitale: come fare una domanda di lavoro, prendere un appuntamento con il medico o dialogare con le istituzioni. Oltre a questo vengono organizzati anche incontri di gruppo, realizzati presso gli ambienti delle comunità di quartiere, o presso le biblioteche.

In Scozia, chi usufruisce di un sussidio economico, viene seguito da un istruttore del Dipartimento del lavoro che lo assiste il tempo necessario a risolvere il problema lavorativo. Ora questi istruttori possono segnalare i loro assistiti a People Know How, per completare in questo modo l’assistenza al cittadino disagiato. Cosi è avvenuto, ad esempio, per Jim. Jim era un senzatetto, cui è stata assegnata una casa. Aveva un dispositivo mobile, ma non sapeva usare i servizi digitali. Cosi l’istruttore del Dipartimento del lavoro lo ha segnalato come persona da accompagnare nella transizione digitale. Gli operatori hanno iniziato dal processo di fiducia e lo hanno accompagnato in un processo di digitalizzazione delle competenze. Jim ha accettato di frequentare corsi, ha realizzato il CV prendendo coscienza delle proprie competenze. Questo lo ha incoraggiato a candidarsi per un lavoro e, nel tempo, è riuscito attenere un lavoro come operatore di supporto. Ma non ha lasciato il gruppo, continua a frequentare incontri e corsi. People Know How ha inoltre promosso la campagna “Connectivity Now”, con la quale sostiene la creazione di reti locali, connettendo tra loro i settori terziario, pubblico, accademico, e aziendale. L’obiettivo è quello di creare ambienti favorevoli per la riduzione dell’isolamento sociale, migliorando così il benessere delle persone.

In conclusione, un lavoro in sinergia tra Istituzioni e Organizzazioni che mettono al servizio le loro competenze, può portare a risultati sorprendenti e, soprattutto, ci fa comprendere che la transizione è una realtà possibile.

https://edinburghpovertycommission.org.uk/

https://peopleknowhow.org/

 

Antonio Peragine

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