Chi fa, è rovinato se fa bene

Chi fa, è rovinato se fa bene
Sapete quale argomento vi assottiglia drasticamente il parco degli amici reali e pure di quelli virtuali sui media? Indurre chi ne sa più di voi a discutere con la massima onestà intellettuale, di colpe della scuola e della stampa. Se invece girate la frittata, cercando i meriti della cultura e le colpe della politica, della finanza e persino della giustizia, ogni ventiquattro ore vi troverete investiti da un nubifragio di amici nuovi, desiderosi di seguirvi come foste il Messia numero2.

Ma a costo di rimanere con un unico amico, me stesso; non smetterò mai di domandarmi e domandare, a chi ne dovrebbe sapere più di me, e non vuole vivere da trescimmietta, perché la ricchezza prodotta dagli analfabeti o quasi con lavoro manuale, a partire dal 1948 ad oggi è bastata a formare e a foraggiare in Italia una classe dirigente elefantiaca di milioni di professori e professionisti con vocazione a l’accumulo di potere, denaro e irresponsabilità; mentre la stessa marea di laureati, masterizzati, burocrati e manager, continua a cancellare del lavoro manuale anche le impronte digitali, tanto che faticano ad assicurare persino ai loro stessi figli un posto di netturbino o lavacessi, e se particolarmente bravi li condannano a l’emigrazione?

I cafoni hanno prodotto fiumi di ricchezza per “dott. e prof.” che ora li ripagano producendo montagne di debito pubblico, e la distruzione quasi totale del lavoro sicuro e dignitosamente retribuito.

Dove è l’inghippo? Non sarà che l’uomo del dire fatica a maturare e a migliorarsi, perché le sue responsabilità le ha scaricate pari pari su l’uomo del fare?

I maestri del blablà, possono accreditare, e con la stessa semplicità screditare chiunque gli pare. E non è facile stabilire se il fango gettato con le parole, è giustamente accusatorio o diffamatorio.

Mentre i fatti, a differenza delle parole, sono immediatamente visibili. E gli eventuali effetti negativi che scaturiscono dalle azioni lo sono ancor più dei positivi; e inchiodano alle proprie responsabilità civili, penali, tributarie e finanziarie tutti gli illusi che agiscono.

Illusi, perché l’Umanità continua a negare a sé stessa, che “il Mondo, (diceva Einaudi) non è mosso, come da molti si crede, dagli interessi, ma dalle idee; e quelle che muovono e fanno agire gli uomini, non è certo siano sempre quelle feconde, anzi non è piccola la probabilità che le idee generatrici di moto siano più facilmente quelle infantili e distruttive ma popolari che non quelle fornite di spirito di verità”.

Allora dovremmo smetterla di tenere incollati sul banco degli imputati coloro che agiscono e sbagliano in quanto teste di rapa; per alternarli, almeno a titolo di discussione alle teste d’uovo che sfornano e diffondono idee da ospedale psichiatrico.

E come qualsiasi prodotto umano, possono essere salvifiche o assassine, e persino genocide come lo sono state nazismo, fascismo e comunismo, e come lo è il liberismo globalizzato (ritenuto perfetto a prescindere, anche se ormai è da decenni ingovernato e ingovernabile) studiato daprof e dott per sfruttare e sterminare tutti i piccoli e piccolissimi illusi del lavoro autonomo, e ingrassare fino a l’indecenza intellettuali, multinazionali e banchieri.

Il mondo straripa di prof, Manager stramiliardari, che ingrassano ben oltre l’indecenza ingravidando i cervelli dei governanti con idee a volte geniali e a volte demenziali. Ed è una truffa colossale a danno dell’intero genere umano, che in aggiunta alle loro sacrosante idee geniali, debbano continuare a lucrare profitti astronomici, anche per quelle “infantili e distruttive”, che nel migliore dei casi condannano i popoli a tirare la cinghia, e persino le cuoia, precipitando in un drammatico default o peggio guerra civile.

Allora, quando è che potremo vedere a l’opera almeno un prototipo di tribunale fallimentare, che per dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio, metta sotto accusa gli uomini del fare, ma prosegua, (sia pure gattonando come i neonati per non cadere) sulla sconosciuta via del buonsenso, incriminando anche quelli del dire.

Gli ideologi, che lucrano compensi faraonici per le loro idee geniali, ma soprattutto sfornando o sposando idee o ideologie assassine o genocide, come quelle che in meno di un secolo potrebbero portare alla sostituzione e poi anche a l’estinzione, quel nobilissimo popolo italico di ex santi, ex eroi, ex navigatori ed ex geni, ormai declassati ad impotenti e fallimentari, se solo osano proporsi da autonomi e onesti sacerdoti del fare.

Franco Luceri

Redazione Radici

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA ImageChange Image

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.