La guerra in Ucraina fa saltare le coppie di una vita: Urbani-Berlusconi e Colombo-Travaglio

La guerra in Ucraina fa saltare le coppie di una vita: Urbani-Berlusconi e Colombo-Travaglio
Di Nicola Perrone
Il professore Urbani, tra i fondatori di Forza Italia, critica di brutto il leader, a partire dall’amicizia con Putin. E nel Fatto Quotidiano la storica firma Furio Colombo sbatte la porta accusando il direttore Travaglio di censura

Lasciamo Silvio Berlusconi per un momento alla sua gioia. Oggi il Cavaliere come se nulla fosse, dimenticando tutte le brutte parole volate da una parte e dall’altra del suo schieramento in questi mesi, ha incontrato i giornalisti per annunciare la ritrovata unità dopo il faccia a faccia con Salvini e Meloni nella sua villa di Arcore. Va segnalato che andato via Salvini per impegni urgenti a Roma, Berlusconi si è intrattenuto un’altra ora con Giorgia Meloni, la presidente di Fratelli d’Italia. Trattamento speciale per chi rappresenta, come dicono tutti i sondaggi, il primo partito del centrodestra? Si vedrà nei prossimi giorni e, soprattutto, quando arriveranno i risultati delle ormai vicine elezioni amministrative.

In quel momento sarà chiara la reale forza di ogni singolo partito e, in vista delle elezioni politiche nazionali, nessuno potrà più giocare con le parole, si dovrà arrendere alla dura legge dei numeri. Tradotto: quanti posti ci saranno nel prossimo Parlamento. Sicuramente meno degli attuali per Forza Italia e Lega, molti di più per Fratelli d’Italia.

Ma per Berlusconi oggi è stata una giornata con risvolto amaro. Il professore Giuliano Urbani, tra i fondatori di Forza Italia, intervistato da ‘HuffPost’, lo ha criticato di brutto, a partire dalla sua amicizia, più volte rivendicata, con il dittatore russo Vladimir Putin: “Berlusconi ama Putin perché pensa sia liberale – dice Urbani – lo avrà letto in un copione di Mediaset… è stato portato fuori strada dal fatto che Putin gli disse di essere stato iscritto al Partito liberale russo… di fatto un partito di destra-destra. Putin lo lodava, l’uomo gli stava simpatico e faceva bisboccia con lui, il rapporto nasce da questo…”. Ancora più tagliente il pensiero di Urbani sulla politica interna: “Berlusconi è stato un sistematico ‘sor tentenna’, in politica interna ha dato via a una coalizione eterogenea e l’ha gestita sempre dando ragione a tutti, creando dissapori e tensioni… voleva fare il capo assoluto e non sentiva obiezioni o critiche… Il futuro di Forza Italia? Poco prima di andarmene gli dissi: ‘Perché stai rinunciando ad avere un dopo Berlusconi?’ e lui mi rispose ‘Perché un dopo Berlusconi non esiste‘”.

Ma è giorno di amarezza anche per il rapporto saltato dentro al Fatto Quotidiano di Marco Travaglio, con una delle firme storiche, Furio Colombo, uno dei fondatori. Colombo se n’è andato sbattendo la porta perché Travaglio lo ha censurato non pubblicando un suo articolo assai critico nei confronti del professore Alessandro Orsini “che è stato formalmente adottato – dice Colombo intervistato da Micromega – come un personaggio chiave del giornale… Sulla sostanza inaccettabile degli articoli di Orsini mi ero già espresso, facendo chiaramente capire che non potevo avere un falsario come collega. La cosa però non solo è andata avanti, ma è diventata la celebrazione del falsario… Orsini segna una mutazione, una rottura di continuità, segna nella vita del giornale un’epoca nuova, un’epoca brutta perché è caratterizzata dall’alterazione della verità, da verità ‘alternative’ come lo staff di Trump ha ribattezzato le menzogne” dice ancora Colombo.

www.dire.it

Redazione Radici

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