Cittadinanza e comunicazione al Consolato di Caracas: Della Vedova risponde a Siragusa (Misto)

Cittadinanza e comunicazione al Consolato di Caracas: Della Vedova risponde a Siragusa (Misto)

Gli adulti riconosciuti cittadini iure sanguinis al Consolato generale a Caracas nel 2019 sono stati 975, nel 2020 1.476 e nei primi otto mesi del 2021 2.344. Questi i dati riferiti dal sottosegretario agli esteri Benedetto Della Vedova nella risposta alla interrogazione di Elisa Siragusa, deputata eletta all’estero ora nel Gruppo Misto, che a settembre chiedeva quante pratiche di cittadinanza iure sanguinis fossero state gestite dal Consolato italiano a Caracas negli ultimi due anni alla luce dei messaggi pubblicati dalla sede consolare su facebook, che la deputata definiva una “massiccia campagna informativa rivolta ai discendenti italiani”.


Nel rispondere alla parlamentare, Della Vedova ha premesso che “la Direzione generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie della Farnesina ha tempestivamente impartito istruzioni al Consolato generale a Caracas di rivedere i contenuti, la forma e la frequenza dei post della comunicazione sui social media. Queste istruzioni hanno avuto l’obiettivo di uniformare il linguaggio e lo stile della comunicazione istituzionale del Consolato generale a Caracas, specialmente in materie delicate, a quello dell’Amministrazione centrale e del resto della rete diplomatico-consolare, al fine di evitare di generare percezioni fuorvianti nell’utenza”.


Quanto alle statistiche richieste, come detto, “il Consolato generale a Caracas ha riferito che gli adulti riconosciuti cittadini iure sanguinis nel 2019 sono 975, nel 2020 1.476, mentre nei primi otto mesi del 2021 risultano essere 2.344. I fascicoli in sospeso sono circa 100”.
“L’emigrazione italiana in Venezuela è più recente rispetto ad altri Paesi latinoamericani. Ciò comporta – ha spiegato, concludendo, Della Vedova – che la procedura per il riconoscimento della cittadinanza italiana sia, nella maggior parte dei casi, più veloce se paragonata ad altre realtà del Sud America, dove l’emigrazione italiana è più risalente nel tempo”. 

Redazione Radici

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