Brisighella, alla scoperta del’Emilia nascosta

Brisighella, alla scoperta del’Emilia nascosta

Verso la fine del XIII secolo, il condottiero romagnolo Maghinardo Pagani da Susinana, individuò un colle nella valle del Lamone, dal quale, a suo parere, era possibile controllare il territorio sottostante e, com’era usanza, fece costruire lì una roccaforte. Pochi anni dopo, il primo signore di Faenza, Francesco Manfredi, fece costruire una diversa roccaforte su uno spuntone di roccia lì vicino, che riteneva evidentemente meglio posizionato. Il territorio divenne poi parte dello Stato Pontificio, il quale fece costruire verso il 1700, su un terzo colle, un santuario, detto del Monticino.

Mentre i signori della zona si preoccupavano della creazione di fortificazioni e santuari, però, una comunità si andava creando alle pendici di questi tre colli, costruendo quello che oggi è uno dei borghi più affascinanti della Romagna, anche se vittima di uno spopolamento che ne ha quasi dimezzato gli abitanti negli ultimi sessant’anni: Brisighella.

Da qualsiasi punto del territorio comunale, è possibile apprezzare almeno una delle tre grandi costruzioni che sorgono sui colli. La rocca del 1310 è rimasta maestosa come lo era al momento della costruzione, ed anzi è stata ampliata nel corso dei secoli dai signori della zona, tanto da rimanere uno dei simboli della città; attualmente ospita, ogni estate, una importante manifestazione di rievocazione storica dalla durata di due giorni, durante la quale vengono rappresentanti sia i mestieri più umili dell’epoca, sia gli scontri tra cavalieri.

Come la rocca, anche il santuario ha mantenuto intatta la sua costruzione originale, pur vedendo importanti lavori di ristrutturazione nel corso degli anni, conservando al suo interno un altare costruito con marmi pregiati e una sacra immagine in terracotta della Madonna con Bambino; il castello di Rontana, il primo ad essere edificato, venne invece distrutto e ricostruito più volte, fino a raggiungere la sua forma attuale nel 1850, diventando la torre dell’orologio della città. Anche il borgo sottostante merita di essere visitato, offrendo ai passeggiatori la possibilità di passeggiare per la via degli asini, una sopraelevata coperta di archi di lunghezze differenti, una antica fontana del 1490, il museo del lavoro contadino, istituito per evitare che la strumentazione utilizzata dai contadini andasse perduta a causa dell’industrializzazione.


COME ARRIVARE: Brisighella è facilmente raggiungibile da Faenza. In meno di 15 minuti di auto, è possibile arrivare da un centro all’altro percorrendo Via Firenze. È anche dotata di una stazione ferroviaria, servita dal regionale che collega Firenze a Faenza.


ALTRI LUOGHI DA VISITARE: Poco distante dal borgo, vi è il parco regionale della Vena del Gesso Romagnola. Qui è possibile scegliere uno dei numerosi sentieri e godere delle bellezze naturali che il luogo può offrire.
https://www.brisighella.org/

Redazione Radici

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