La travagliata storia del disegno di Van Gogh che potrebbe stabilire un record

La travagliata storia del disegno di Van Gogh che potrebbe stabilire un record

Un acquerello intitolato “Meules de blé” andrà all’asta da Christie’s l’11 novembre a New York è finito al centro di un contenzioso tra gli eredi di due famiglie ebree che l’hanno posseduto durante il dominio nazista e quelli di Edwin Cox, collezionista deceduto nel 2020, proprietario dell’opera dal 1979

Un acquerello di Vincent Van Gogh intitolato “Meules de blé”, trafugato dai nazisti, andrà all’asta da Christie’s l’11 novembre a New York, pronto a segnare un nuovo record mondiale per un’opera su carta del pittore olandese. Realizzato nel 1888, durante uno dei suoi periodi creativi più ricercati, due anni prima della morte, l’acquerello venduto nel catalogo “The Cox Collection: The Story of Impressionism” è stato stimato tra 17,2 e 25,9 milioni di euro, ma per gli esperti verrà battuto ad una somma superiore.

Attualmente l’acquerello è in mostra a Londra, fino al 21 ottobre, esposto per la prima volta pubblicamente dopo la storica retrospettiva di Van Gogh nel 1905 allo Stedelijk Museum di Amsterdam.

“Meules de blé” è stato, ed è tutt’ora, protagonista di una storia travagliata: è finito al centro di un contenzioso tra gli eredi di due famiglie ebree che l’hanno posseduto durante il dominio nazista e quelli di Edwin Cox, collezionista deceduto nel 2020, proprietario dell’opera dal 1979.

Il ricavato della vendita è quindi conteso tra la famiglia dell’attuale proprietario e quelle dei precedenti – gli eredi di Max Meirowsky e Alexandrine de Rothschild – ebrei perseguitati dai nazisti e costretti a separarsene.

Christie’s ne ha ricostruito la storia e ha facilitato un accordo transattivo tra le parti, illustrando la complessità dei casi di restituzione e le perdite dovute alla persecuzione nazista. L’acquerello, raffigurante covoni di grano, è stato realizzato nel giugno 1888 ad Arles, nel Sud della Francia, come studio preparatorio dell’olio su tela “Meules de blé en Provence”, dipinto una settimana dopo.

Inizialmente offerto al fratello Théo, cambiò poi proprietario, passando tra le mani dell’industriale berlinese Max Meirowsky e di Miriam Caroline Alexandrine de Rotschild, delle celebre famiglia di banchieri. Entrambi ebrei dovettero abbandonare l’opera quando scapparono rispettivamente a Amsterdam nel 1938 e in Svizzera, all’inizio della Seconda Guerra mondiale. Fu confiscata dal regime nazista durante l’occupazione, quindi negli anni del dopoguerra, quando Alexandrine cercò di rintracciare e recuperare la sua collezione d’arte e la sua biblioteca saccheggiate non riuscì a ritrovare “Meules de blé”.

Per diversi anni la storia del disegno è rimasta avvolta nel mistero, fino a quando nel 1979 l’uomo d’affari e collezionista americano Edwin Cox lo ha acquistato. Questo acquerello è stato definito un “capolavoro” dagli esperti di Christie’s in quanto appartiene a uno dei periodi più ricercati delle creazioni di Van Gogh, ovvero l’ultima parte della sua vita, quando si trasferì ad Arles e tornò al disegno come parte centrale del suo lavoro, trasformandolo da fase preparatoria e iniziale del processo creativo a mezzo di espressione indipendente.

In quei ultimi anni Van Gogh ha sviluppato uno stile grafico nuovo, fortemente ispirato all’arte dell’estampe giapponese incisa su legno. Nei suoi disegni, tra cui “Meules de blé”, l’artista olandese ha mischiato acquerello e tempera, dando vita ad una straordinaria gamma di linee grafiche che narrano una tipica scena rurale quotidiana, omaggiando il lavoro di contadini e operai agricoli. L’asta della collezione Cox che sarà in vendita l’11 novembre includerà anche capolavori di Caillebotte, Cézanne, Monet, Redon, Sisley, Vuillard e altri due dipinti di Van Gogh. 

Redazione

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