Affari mafiosi all’ombra del Pnrr

Affari mafiosi all’ombra del Pnrr

di Paolo Pagliaro

Rilevare a buon mercato le imprese in difficoltà e accaparrarsi i fondi pubblici stanziati per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Sono le due grandi opportunità che la pandemia ha offerto alle organizzazioni mafiose.

Sta scritto nella relazione della Dia, la Direzione investigativa antimafia, presentata oggi dal ministro dell’Interno al Parlamento.

Diminuiscono i reati tipici delle mafie, a cominciare dagli omicidi. Aumentano invece i reati di corruzione, induzione indebita, turbativa d’asta, traffico di influenze illecite, riciclaggio, usura.

E’ una grande mutazione che non ha colto lo Stato impreparato.

In pieno lockdown il Viminale ha varato l’”Organismo permanente di monitoraggio ed analisi sul rischio di infiltrazione nell’economia da parte della criminalità organizzata di tipo mafioso”, e ne ha affidato la guida a uno dei suoi funzionari più capaci, il capo della Criminalpol Vittorio Rizzi.

In questi giorni il ministero ospita a Roma un vertice delle forze di polizia di tutti i paesi dell’Unione sulla presenza mafiosa nella gestione dei fondi europei. Il problema è globale e si punta a un piano comune per segnalare possibili aree di rischio e contrastare le nuove attività criminali.

Gli italiani hanno messo a disposizione dei loro colleghi un sistema di indicatori di possibili attività illecite. Al Viminale sono convinti che durante la pandemia, molte imprese o imprenditori abbaino dovuto ricorrere a una rete di assistenza criminale.

Ora occorre evitare che i fondi del Next Generation servano a rimborsare quei prestiti che ovviamente sono poco o per niente tracciabili. 9Colonne

Redazione

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