Il fallimento della cd norma “anti-divano”

Il fallimento della cd norma         “anti-divano”

di Daniela Piesco

La norma anti-divano ha impedito ai potenziali beneficiari di approfittare del sussidio passando il tempo senza fare nulla?

Sembrerebbe di no visto e considerato che Il Reddito di Cittadinanza cambia; ma come?

Questa domanda insegue le cronache da mesi ormai, perché il Reddito di Cittadinanza è sempre al centro dell’attenzione e la riforma che lo riguarda è molto chiacchierata, come praticamente tutto ciò che gira intorno a questo sussidio.

Dalla prima metà del 2019 , periodo in cui è entrato in vigore il RdC , fino alla fine di quest’anno, l’investimento dello Stato per questa misura ammonta a 19,6 miliardi.

In particolare : 3,8 nel 2019, 7,2 nel 2020 e 8,6 miliardi per l’anno in corso. Per il 2022 è prevista una spesa di 7,7 miliardi.

Ogni posto di lavoro “creato” con il Reddito di Cittadinanza (RdC) è costato allo Stato almeno 52 mila euro.

Oltre il doppio di quanto spende annualmente un imprenditore privato per un operaio a tempo indeterminato full time che, mediamente, costa attorno ai 25 mila euro.

A questa conclusione è giunta un’analisi realizzata dall’Ufficio studi della CGIA.

Invero Ipotizzando che i titolari della norma anti-divano lo abbiano ricevuto per almeno un anno prima di entrare nel mercato del lavoro, percependo così quasi 7 mila euro, si può approssimativamente stimare che l’Inps abbia sostenuto, per questi 152 mila nuovi occupati, una spesa di 7,9 miliardi di euro, pari a poco più di 52.000 euro se rapportata a ogni singolo neoassunto.

In sintesi una misura che nasce per combattere la povertà ha finito con l’impoverire solo le casse dello stato.

La misura anti-divano ha successo solo nel senso che in molti l’hanno richiesta e ne beneficiano tutt’ora.

Piuttosto Il sussidio è potenzialmente infinito, nel senso che finché sussistono i requisiti lo si può ricevere. Il sussidio ha però durata pari a diciotto mesi, dopo i quali bisogna attendere un mese di stop e poi rifare domanda per ottenere diciotto nuove mensilità.

E così via.

Per permettere alla misura anti- divano di diventare più capace nel reinserire i titolari nel mondo del lavoro, la soluzione potrebbe essere quella di non appoggiarsi più ai centri per l’impiego che, purtroppo, non sono stati all’altezza di questo ruolo.

Bisogna ancora capire concretamente come, tenere traccia dei lavori offerti ai soggetti che ricevono il Reddito di Cittadinanza, in modo da poterlo revocare nel momento in cui vengono rifiutate offerte di lavoro congrue.

Invero quello che mi preme affermare è l’errore strutturale del reddito di cittadinanza: non si può non monitorare quale percettore di reddito rifiuti offerte di lavoro, ci deve essere una registrazione di ogni situazione.

Inoltre, bisognerebbe rafforzare il lasso di tempo che intercorre tra chi lo perde e poi lo richiede !

La possibilità di ottenerlo di nuovo , infatti ,dopo averlo perso costituisce un incentivo alla disoccupazione:dunque è proprio qui, su un divano, che rischia di arenarsi il reddito di cittadinanza.

Un primo passo, anche in termini di recupero di risorse, può essere effettuato superando il reddito di cittadinanza nella sua forma di sussidio di disoccupazione in quanto si è rivelato inutile.

Piuttosto concepire un reddito anti-divano rafforzato sotto il profilo dell’azione di contrasto alla povertà e strettamente collegato alle politiche attive del lavoro

Se la linea è quella di mantenere la misura di sostegno al reddito, ma al contempo di apportare delle modifiche, si tratta di capire come il governo intende intervenire

Entro fine mese sono attese le proposte del Comitato scientifico per la valutazione del reddito di cittadinanza, presieduto dalla sociologa Chiara Saraceno.

Attualmente Il confronto politico tra le forze di maggioranza si divide tra : la Lega che chiede che venga cancellato o radicalmente trasformato ,Giuseppe Conte e tutto il Movimento Cinque Stelle che si battono per il suo mantenimento in vite.


Nel mezzo : il Pd e LeU che difendono il Rdc dicendo che è un ottimo ammortizzatore sociale.

Di certo a disegnare il nuovo volto del sostegno sarà il cd ‘tagliando’ augurandosi che non sia solo di quell’orecchio che si è stancato di sentire .

Daniela Piesco Vice Direttore Radici

pH Francesco Paolo*

Francesco Paolo fotografo professionista molto impegnato nel napoletano collabora attivamente con Radici

(per maggiori info https://www.facebook.com/francescopaolop)

Daniela Piesco

Daniela Piesco

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *