Progetto Materia e il suo impegno sperimentale a Bassano Fotografia 21

Progetto Materia e il suo impegno sperimentale a Bassano Fotografia 21

pH © Eleonora de Martin

Il nostro nuovo redattore di Radici , Fernando Colman (@predicteur) fotografo sperimentale e ricercatore di arte contemporanea residente in Paraguay, ha curato e realizzato un’intervista a Eleonora de Martin, fotografa e designer, responsabile del progetto “Materia” (@ materiabf21) che si svolgerà dall’11 settembre al 1 novembre 2021 presso Spazio Corona, Bassano Fotografia, Vicenza.

Come è nato e come si è formato l’Interactive Instant Collective?

Il progetto “materia, collettivo istantaneo interattivo” nasce dalla collaborazione tra Eleonora De Martin, fotografa e designer, e l’artista Donata Smaniotto per dare rilievo alla sperimentazione nella fotografia istantanea. Un settore di nicchia, quello analogico, che negli ultimi anni si sta facendo spazio in una fascia più ampia di appassionati e professionisti: per questo abbiamo pensato di coinvolgere fotografi esperti nel settore per portare le proprie esperienze a disposizione di chi vuole approfondire l’argomento attraverso i workshop e la mostra collettiva.

Sono stati invitati a partecipare 5 fotografi che applicano la sperimentazione in questo campo: Stefano Questorio, Felicita Russo, Alessia Amati, Sileo, Marco Ragana. Questa prima edizione ha trovato l’appoggio di Bassano Fotografia 21 che ne ospita l’evento nel suo programma dall’11 settembre al 1 novembre 2021.

pH © Stefano Questorio

Come definiresti la fotografia sperimentale e quali aree enfatizzi?

La sperimentazione fotografica racchiude molti aspetti non solo manuali ma anche concettuali. La conoscenza in primis degli strumenti e dei materiali è necessaria per liberare l’espressività ed aprire le porte ad infinite combinazioni e altrettanti risultati. Per questo motivo durante i workshop dell’evento “materia” si affronterà prima di tutto la storia della fotografia istantanea, l’approfondimento sulle macchine da usare e le relative pellicole, per poi passare alla pratica sul campo.
A partire dalla scelta della pellicola, ai suoi molteplici risultati, al light drawing, passando per la manipolazione attraverso bruciature ed interventi pittorici, sino alla tecnica “emulsion lift”. I workshop sono un’occasione per i partecipanti di lavorare fianco a fianco con i 5 fotografi selezionati, per rinnovarsi nello scatto e nella tecnica.

pH © Eleonora de Martin

Danno spazio alla partecipazione internazionale?

Questa prima edizione vede coinvolti autori Italiani per poter agire in più sicurezza per spostamenti e attività, vista la situazione che tutti conosciamo. Ci auguriamo di superare presto le problematiche attuali legate al Corona Virus per poter continuare con altre edizioni coinvolgendo più partecipanti ed invitando i fotografi senza porci limiti di confine.

Come hanno vissuto la situazione pandemica negli ultimi anni?

Il periodo di pandemia ha creato una realtà a noi sconosciuta, una dimensione nuova che ha portato tutti a riflettere maggiormente su di sé ed il proprio lavoro. Vedendo le opere esposte, tra cui alcune nate dall’era pandemica, posso notare come la situazione drammatica sia stata una spinta a guardare con nuovi occhi e rinnovata sensibilità il mondo che ci appartiene, dentro e fuori di noi. In particolar modo l’autoritratto diventa predominante per raccontare questo periodo storico, una metamorfosi in atto che rivoluziona in profondità il sociale ed il personale. Porto come esempio l’autore Stefano Questorio che dal suo periodo di Lockdown ha fatto nascere un progetto che si è concluso nel libro “Pop Quarantine”: autoritratti, ritratti di famiglia e still life in una narrazione visiva potente che concretizza in pellicola quelli che sono stati i pensieri, le speranze e sensazioni vissute in questo periodo di chiusura globale, un progetto in cui tutti ci possiamo identificare.

Che progetti hai per il futuro e come pensi di dare spazio agli artisti dell’America Latina?

L’opportunità di collaborare insieme per poter ri-attivare eventi di questo tipo è stata una positiva carica di energia per tutti. Interagire tra artisti, fotografi ed il pubblico ci porta ad accrescere le nostre conoscenze ed è un modo per ricevere nuovi stimoli da applicare nei prossimi progetti.
Uno spazio per artisti dell’America Latina? Perché no! Le esperienze condivise, che siano tra connazionali o tra nazionalità differenti, portano sempre un valore di crescita professionale e personale; è il motore di tutte le nostre azioni.

Per maggiori informazioni, vai su https://materiabf21.carrd.co/ o su instagram: https://www.instagram.com/materiabf21/

Redazione Radici

Redazione

Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *