Pandemie nella storia e arte

Pandemie nella storia e arte

Di Apostolos Apostolou

L’arte ha una forza grande, anche ha un ruolo fondamentale nella vita dell’uomo. Ci aiuta a riflettere meglio sulla storia dell’uomo, sui momenti della vita, ci porta in istanti lontani, ci fa condividere emozioni e sentimenti, ci porta a meditare, e insieme a vedere con un altro sguardo il mondo e le situazioni della storia. Le pandemie nella storia ci mostrano come l’arte sia stato uno strumento che descrivere ogni epoca.

Caterina de Julianis (1670-1742) Il Ttempo e il Mrionfo della Morte. Abbiamo una figura anziana e barbuta di kronos (Kronos è il tempo secondo mitologia greca antica) cioè un’allegoria del tempo con accanto un orologio e le varie fasi della decomposizione dei cadaveri. Presenta la peste in Europa. Nel 1720 la Peste colpì duramente in Francia, diventando celebre come “Peste di Marsiglia”.

Anche abbiamo una scena della peste del 1720 a Tourette (Marsiglia), come vediamo a tavola di Michel Serre (1658-1733)

Gerard van Honthorst (1592 –1656) presenta la sua opera San Seabastiano (1623). San Sebastiano è stato un militare romano, martire per aver sostenuto fa fede Cristiana, venerato come santo della Chiesa Cattolica e Ortodossa. San Sebastiano insieme con san Rocco viene invocato e raffigurato a protezione contro la peste.

Rembrandt: Un dipinto con titolo Ritratto di Hendrikje Stoffels (circa 1654). Hendrikje Stoffels era l’amata di Rembrandt era vittima della peste. La peste che colpisce la reggenza di Tunisi. Una nave da Tunisi arriva ad Amsterdam e porta anche li la peste.

Antonio Zanchi (1631-1722). La Peste del 1630, nota anche con il titolo alternativo La Vergine appare agli appestati, è un’opera pittorica di Antonio Zanchi che decora una della pareti dello scalone della Scuola Grande di San Rocco a Venezia. L’opera si compone di due grandi teleri, separati da una preesistente lesena architettonica.

La Pietà è un dipinto di Tiziano Vecellio (1575-1576) Era la sua ultima opera ed è stata terminata dopo la sua morte da Palma il Giovane. Il dipinto era stato progettato come ornamento per la cappella di Cristo nella Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari, dove Tiziano aveva ottenuto il permesso di essere sepolto. L’opera si prefigura come un grande ex voto, volto a scongiurare l’infuriare della peste di quell’anno, la medesima che ucciderà l’artista anche il suo figlio. Tra 1575 e 1577 morirono circa 50.000 persone a Venezia dalla peste.

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I quattro cavalieri dell’Apocalisse , incisione silografica, 1498. Albrecht Durer (1471-1528), pittore, grafico e teorico dell’arte tedesco. La presente incisione rappresenta i quattro cavalieri dell’Apocalisse secondo la visione di San Giovanni: il primo sulla destra, con un arco in mano, simboleggia la pestilenza; il secondo, con la spada sguainata, simboleggia la guerra; il terzo, con la bilancia vuota, simboleggia la carestia; l’ultimo è la morte e sotto di lui si nota un re nelle fauci dell’Ade insieme ad alcuni cadaveri.

Salvator Rosa, (1615 –1673), è stato pittore, poeta ecc. Era un personaggio eterodosso e ribelle dalla vita movimentata, con atteggiamenti quasi pre-romantici. La sua opera L’ Umana Fragilità (1656) presenta un bambino che firma con la morte. Salvator Rosa è sopravvissuto dall’ epidemia del 1658 ma il suo figlio è morto.

Il medico della peste, acquaforte di Paulus Fürst, 1656. I medici ritenevano che questo abbigliamento proteggesse dal contagio. Indossavano un mantello cerato, una sorta di occhiali e guanti protettivi, e adoperavano un bastone per il contatto col malato. Nel becco si trovavano sostanze aromatiche.

Micco Spadato “Piazza Mercatello durante la peste del 1656”. L’epidemia di peste del 1656 colpì parte dell’Italia, in particolare il Regno di Napoli. A Napoli la peste arrivò dalla Sardegna, provocando circa 200 000 morti.

L’arte dà speranza, forza, energia, cura il dolore, dora equilibrio, e aiuta a confrontare progetti ed esperienze, momenti della storia e idee, dà immagini, in altre epoche, dà scene di vita come documento storico.

Apostolos Apostolou
Scrittore e Professore di Filosofia Atene.

Redazione Radici

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