Missioni internazionali/ Garavini (Iv): Importante l’impegno italiano in Libia, ma nel rispetto dei diritti umani

Missioni internazionali/ Garavini (Iv): Importante l’impegno italiano in Libia, ma nel rispetto dei diritti umani

“Sì alla proroga delle nostre missioni internazionali, ma il nostro impegno in Libia deve essere rivolto alla tutela dei diritti umani”. È quanto dichiarato dalla senatrice Laura Garavini, Vicepresidente Esteri e Vicecapogruppo vicaria Italia Viva-Psi, nel suo intervento in commissione per il voto sul decreto sulle missioni internazionali.
“Non è tollerabile che la Guardia costiera libica, da noi finanziata e formata, speroni gommoni con migranti a bordo o spari ai pescherecci dei nostri pescatori”, ha sostenuto la parlamentare eletta in Europa. “Nel non partecipare al voto sui finanziamenti alla guardia costiera libica, dopo averne chiesto la votazione per parti separate, vogliamo sensibilizzare il Governo sulla necessaria modifica della missione stessa”.


“Noi siamo contrari al disimpegno dell’Italia in Libia, ma la nostra presenza deve fungere da salvaguardia per i diritti”, ha sottolineato Garavini. “Il decreto sulle missioni internazionali è uno strumento molto importante, attraverso il quale il Parlamento fa sentire la propria vicinanza e gratitudine a tutte le donne ed uomini delle nostre Forze Armate, impegnati negli scenari più delicati del mondo. Ecco perchè come Italia Viva votiamo convintamente a favore del rinnovo delle missioni”.


“Proprio perché crediamo fortemente nel ruolo dei nostri contingenti, riteniamo sia doveroso interrogarsi sul nostro impegno a sostegno della Guardia costiera libica”, ha aggiunto. “In Libia é necessario rimanere presenti, perché un nostro disimpegno vorrebbe dire creare ulteriore instabilità nel Mediterraneo, ma la nostra presenza deve ambire alla tutela dei diritti umani”.
“Già lo scorso anno – ha ricordato la senatrice – ci siamo prodigati per l’approvazione di un ordine del giorno a mia firma con il quale il Governo italiano si impegnava a garantire una formazione della Guardia costiera libica rispettosa dei diritti umani ed internazionali. Come pure il libero accesso delle organizzazioni internazionali ai centri di accoglienza, e la previsione di corridoi umanitari per un’immigrazione legale. Ad un anno di distanza, – ha concluso – questo impegno resta in gran parte disatteso. Ecco perché, come Italia Viva, abbiamo chiesto che il voto sul rifinanziamento della Guardia Costiera libica fosse scorporato dal resto delle missioni internazionali. Ed abbiamo scelto di non partecipare al voto”. (aise) 

Redazione

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