Scuola : Carrozza(CNR),enorme arretramento

Scuola : Carrozza(CNR),enorme arretramento

“Sono dati davvero molto preoccupanti quelli del Rapporto Invalsi e richiedono un intervento urgente. Dobbiamo impegnarci contro tutte le disuguaglianze che affliggono la società e che la pandemia ha accentuato”. Lo afferma Maria Chiara Carrozza, presidente del Cnr e già ministro dell’Istruzione, in una intervista a La Stampa. “E’ avvenuto un arretramento terrificante della scuola italiana – osserva -. I numeri sono negativi, ma lo sono soprattutto i divari”. E’ soltanto colpa della Dad?

“Non sono assolutamente contraria alla didattica a distanza, la considero in potenza una grande innovazione, che consente forme di interazione inedite e importanti. Il problema è che, proprio trattandosi di un’innovazione così rilevante, ha bisogno di un’organizzazione adeguata e, invece, siamo stati costretti ad adottarla in tempo reale, senza quasi il tempo di pianificare, di programmare”. Italiano e matematica sono i punti più deboli…

“Credo che l’analfabetismo funzionale, di cui sembrano soffrire molti studenti, sia da valutare in una generale incapacità di ‘leggere’ la realtà complessa, che riguarda tanto i numeri quanto i testi. A livello nazionale gli studenti che non raggiungono risultati adeguati sono il 39% in italiano e il 45% in matematica. Io lo vedo anche con gli ingegneri che, alle prese con una tesi, denunciano grandi difficoltà di strutturare un pensiero articolato”.

“Il compito di stimolare lo studio delle discipline ‘Stem’ – prosegue – è generale e dobbiamo tutti insieme dare un segnale ai giovani e ai cittadini, far capire loro che, studiando nei settori della scienza e della tecnologia, avventurandosi nelle frontiere dell’innovazione, si acquisiscono gli strumenti per cogliere la grande sfida del futuro e per fronteggiare le avversità. Se non raggiungiamo un numero sufficiente di laureati in hard sciences, non potremo gestire la sfida” e “dobbiamo aumentare il numero di laureate che, nelle materie scientifiche, sono meno dei maschi, i quali già non sono sufficienti. Ma è anche importante creare collaborazioni sistemiche tra scienza, politica e impresa”, “dobbiamo dare supporto ai ricercatori sul piano contrattuale per la protezione della proprietà e, inoltre, occorre facilitare i brevetti, sostenere le certificazioni, i ‘trials’sperimentali, fornire strumenti assicurativi… E poi la flessibilità del sistema universitario e della ricerca resta limitata, mentre occorre incentivare la mobilità”.

Inoltre “gli insegnanti dovrebbero godere di opportunità formative che siano davvero occasioni di crescita e non meri adempimenti burocratici. Devono fare esperienze a contatto anche con il mondo della ricerca, usufruendo di anni sabbatici. La scuola è il cantiere dove costruiamo giorno per giorno il nostro futuro, non una catena di montaggio”. (9Colonne )

Redazione

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