Carfagna:colmare il divario nord-sud

Carfagna:colmare il divario nord-sud

“Bisogna subito colmare il divario tra Nord, Sud e aree interne del Centro Italia sul fronte dei degli asili nido, della sanità, dei trasporti, delle infrastrutture, stabilendo per legge i livelli minimi di prestazioni sociali, visto che da 20 anni l’indicazione della Costituzione non è stata mai attuata”. Lo afferma Mara Carfagna, ministra per il Sud e la Coesione territoriale, in una intervista al Messaggero.

“Perchè – prosegue – non intervenire è un vero sfregio alla democrazia. E’ inaccettabile che ci sia una spesa sociale che offre 55 euro l’anno a chi nasce a Reggio Calabria e 177 a chi nasce a Verona”, “stiamo lavorando, insieme al ministro Orlando, alla ministra Bonetti e alla vice ministra Castelli per cambiare le cose con un provvedimento di legge organico, partendo proprio dagli asili nido. Poi ci occuperemo di assistenza, sanità, trasporti, disabilità.

Bisogna mettere fine all’egoismo localistico degli uni contro gli altri e alla cristallizzazione delle discriminazioni per residenza”, “sanare le diseguaglianze è il compito su cui si misurerà l’attuale classe dirigente, dai vertici del governo al sindaco del più piccolo dei Comuni meridionali. Abbiamo le risorse, abbiamo – finalmente – la solidarietà europea e avremo a breve un complesso di riforme che consentirà di agire con velocità.

Conseguire i risultati che il Sud e tutta Italia attendono non è una mera opportunità, ma un obbligo democratico”, “voglio fare una battaglia per cambiare questo stato di cose. Nascere al Sud o nelle aree interne del Centro è una sorta di peccato originale che viene scontato con un minor accesso a servizi essenziali come l’istruzione, la mobilità, l’assistenza”.

Carfagna quindi annuncia che “presenterò un disegno di legge al Consiglio dei ministri, se il Cdm lo riterrà opportuno la riforma si potrà fare attraverso un decreto legge. Di certo vanno colmate inaccettabili e storiche diseguaglianze, approfittando, tra l’altro, degli ingenti fondi del Recovery per l’edilizia scolastica, la scuola, la sanità, i trasporti”.

E si parte dalla scuola: “Questo è il mio impegno. L’Europa ci dice che il 33 per cento dei bambini deve avere un posto negli asili nido. Al Sud Italia siamo invece al 13 per cento, nelle Isole al 13,8 per cento, al Nord Est al 33,6, al Centro al 33,3. Una situazione che va riequilibrata con urgenza”.

Anche sul fronte dei servizi sociali, sottolinea, “la situazione è difficile in molte aree del Paese non solo nel Mezzogiorno che comunque soffre più di tutti”.© 9Colonne

Redazione

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