Luca e Martino sfidano il covid e aprono un ristorante Italiano in Russia

Luca e Martino sfidano il covid e aprono un ristorante Italiano in Russia


È passato quasi un anno da quando Luca e Martino hanno deciso di aprire un ristorante italiano a San Pietroburgo. Nel bel mezzo della pandemia, mentre molti locali, in Russia come in Italia, cedevano le armi sotto le restrizioni anti-covid, i due ragazzi hanno deciso di rischiare il tutto per tutto, e ora si dicono contenti della loro scelta.

“In realtà pensavamo da tempo ad aprire un locale nostro. Io vengo da una famiglia di ristoratori, Martino è chef, ci siamo conosciuti lavorando qui a San Pietroburgo” racconta Luca Gallo a 9colonne. “A maggio 2020, in piena pandemia, abbiamo iniziato a cercare un locale adatto alle nostre esigenze. In quel periodo i prezzi degli affitti erano scesi anche del 30% e molti locali si erano liberati. Guardavamo alla zona in cui abbiamo aperto già da circa due anni, ma allora era impossibile accaparrarsi un posto”, prosegue Luca.

Ma chiaramente la decisione era rischiosa, in quanto in quel periodo la regolazione delle aperture di cafè e ristoranti cambiava quasi giorno per giorno. “Al tempo, mentre ancora non si era del tutto usciti dalla prima ondata, si parlava di una seconda, ma il proprietario del locale ci venne incontro, promettendo di sospendere l’affitto in caso di nuove chiusure, quindi decidemmo che valeva la pena tentare”, racconta ancora il giovane imprenditore. Ed effettivamente, tra tanti sacrifici, il loro “Casa Nostra” ha presto cominciato a dare le prime soddisfazioni e le misure sono state allentate già durante l’estate 2020.

E per quanto riguarda gli aiuti da parte dello Stato russo? “Quando abbiamo aperto, dopo i lavori di ristrutturazione, eravamo a metà luglio, e si poteva già lavorare all’aperto fino 23.00, perciò non sono stati previsti sussidi. All’inizio dell’epidemia, però, quando lavoravo ancora come dipendente in un altro ristorante, per due mesi (marzo-aprile, ndr) ho ricevuto lo stipendio minimo dallo Stato”. L’ultima seria limitazione in Russia è quella ormai lontana che ha visto una nuova, ma breve, chiusura degli esercizi durante le feste di fine anno, quella che Luca definisce “una bella legnata in quel momento”, ma nel complesso lui e Martino si dicono soddisfatti. Guardano invece con dispiacere ai colleghi in patria: “La situazione rispetto all’Italia qui è decisamente migliore, io sono lombardo – conclude Luca – purtroppo lì molti dei miei amici e conoscenti del settore sono stati costretti a chiudere e ad oggi non ci sono miglioramenti. qui siamo fiduciosi e aspettiamo l’estate”.

Redazione

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