L’orgoglio di essere un Ministro della giustizia Italo-Canadese – di David Lametti

L’orgoglio di essere un Ministro della giustizia Italo-Canadese – di David Lametti

MONTREAL – “La scorsa settimana, durante l’ora dedicata alle interrogazioni parlamentari, il Premier Justin Trudeau ha risposto ad un intervento del deputato Angelo Iacono. Il mese prossimo, il governo del Canada presenterà le scuse formali per l’internamento degli Italo-Canadesi durante la Seconda guerra mondiale. Si tratta di un annuncio che le famiglie e la nostra Comunità aspettavano da tempo. Queste scuse hanno un significato speciale per me. Nel 1939 fu il Ministro della Giustizia a ordinare l’internamento di più di 600 Italo-Canadesi senza accuse precise, basandosi unicamente sulle loro origini. E ora, da fiero Italo-Canadese che occupa la stessa posizione, faccio parte del governo che presenterà le scuse ufficiali”. Così scrive David Lametti nella rubrica che tiene sul “Cittadino canadese”, settimanale diretto a Montreal da Basilio Giordano.
“L’augurio è che, riconoscendo questa profonda ingiustizia, le famiglie ed i discendenti delle vittime possano finalmente trovare la pace e voltare una pagina dolorosa della loro storia. È per loro che offriamo le nostre scuse.
Non abbiamo il potere di tornare indietro nel tempo e cancellare le ingiustizie subite da troppi membri della nostra Comunità. Tuttavia, possiamo e dobbiamo riconoscere che queste ingiustizie ci sono state. Scusandosi, lo Stato canadese spera, se non di cancellare, almeno di attenuare una macchia storica sulla Comunità italiana.
Le scuse ufficiali simboleggiano la nostra volontà di riconoscere i momenti più bui della nostra storia. Sono convinto che è accettando la responsabilità del nostro passato, compresi i momenti più dolorosi, che ci assicuriamo che non si ripetano più. L’ignoranza e la negazione non portano alla riconciliazione. Piuttosto, è l’ascolto, l’empatia ed il riconoscimento dei propri errori che ci permetteranno di andare avanti.
Ci tengo a ringraziare tutti coloro che mi hanno preceduto, tutti gli Italo-Canadesi che hanno atteso questo giorno: le organizzazioni comunitarie che si sono mobilitate, l’ex deputato Massimo Pacetti e, soprattutto, le famiglie ed i discendenti di coloro che hanno vissuto questa profonda ingiustizia. Vorrei ringraziare i miei colleghi deputati Italo-Canadesi del caucus liberale per tutto il lavoro svolto insieme.
Questa settimana ho pensato spesso alla storia della mia famiglia, che è un po’ quella della nostra Comunità. I miei genitori hanno scelto il Canada per la sua apertura, per le sue opportunità, perché volevano offrire un futuro migliore ai loro figli. Ho ripetuto spesso che avevano ragione, e ne sono ancora fermamente convinto.
Tuttavia, per più di 600 famiglie che avevano le stesse origini mie, di mio padre e di mia madre, non è andata così. Sono stati trattati come nemici da quello che consideravano il loro paese Sono stati privati dei loro beni, dei loro diritti, della loro dignità. Alcuni bambini hanno perso i genitori, alcune donne sono state separate dai mariti, e tutto questo in nome della paura dell’altro.
Queste famiglie, come la mia, come la vostra, potevano anche essere di origine italiana, ma erano prima di tutto ‘famiglie Canadesi’”. 

AISE

Redazione

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