Raffaello – alle origini del mito

Raffaello – alle origini del mito


La mostra Raffaello: alle origini del mito è un omaggio al grande maestro del Rinascimento, un modello di creatività artistica che spazia dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento, in occasione del cinquecentesimo anniversario della sua morte.

La mostra, presentata dal Museo dell’Arte e dell’Artigianato, grazie all’Ambasciata d’Italia, all’Istituto Italiano di Cultura ed alla Fondazione Brescia Musei, è un’occasione unica per ricordare i 500 anni dalla morte di questo grande artista, l’occasione per il Museo dell’Arte e dell’Artigianato, Zagabria e la Croazia di unirsi alle celebrazioni globali e per il pubblico di incontrarsi con una nuova dimensione e un nuovo significato del suo lavoro.

Presentando una selezione di 110 stampe, disegni e maioliche conservate nelle collezioni dei Musei Civici di Brescia, incontriamo molte delle migliori opere di Raffaello tra cui stampe create secondo le Stanze e Logge Vaticane di Raffaello. Questa mostra sottolinea in particolare l’importanza e l’influenza che questo artista ha avuto per lo sviluppo dell’arte incisoria e la divulgazione non solo delle sue opere ma anche quelle di altri artisti, dal Rinascimento alla fine del XIX secolo e l’emergere della fotografia e di altri mezzi di riproduzione contemporanei.

L’occasione del cinquecentenario della morte di Raffaello consente di ritornare sul tema della presenza del grande artista nella cultura figurativa dell’Europa e del mondo. Se l’ininterrotta fortuna di Raffaello nell’arco di cinque secoli fu un fenomeno non solo pittorico – coinvolgendo gli ambiti delle arti decorative, della teoria artistica, della letteratura, del gusto e addirittura del costume – le stampe costituirono l’ordito su cui andò tessendosi la trama di questo mito: alle incisioni infatti, prima ancora che alla diretta conoscenza degli originali, fu affidata la trasmissione della cultura figurativa raffaellesca. Veri e propri surrogati degli originali (che prima dell’epoca dei musei e della fotografia erano alla portata di pochissimi), le stampe furono documento per i conoscitori, strumento di formazione per i pittori, oggetto del desiderio per collezionisti e cultori del mito.

È stato più volte – e forse anche esageratamente – sottolineato che Raffaello ebbe parte attiva, se non addirittura lucidamente consapevole, nell’avviare questo processo di produzione su larga scala di multipli attraverso i quali garantire la diffusione geografica e la permanenza nel tempo delle proprie invenzioni. Raffaello introdusse Marcantonio e altri incisori nella propria bottega, affidando loro la riproduzione dei suoi disegni e incaricando Baviero de’ Carrocci, detto il Baviera, della stampa e della commercializzazione delle incisioni. La questione del rapporto tra il maestro e la cerchia degli intagliatori che per primi si dedicarono alla traduzione incisoria delle sue invenzioni rimane argomento di grande fascino, con il quale gli studiosi continuano a misurarsi.

Quali che fossero le intenzioni e le azioni di Raffaello, la produzione di Marcantonio Raimondi, Marco Dente e Agostino Veneziano rimane a suggerire l’idea di una straordinaria e vivacissima fucina di immagini, certamente non estranea alle logiche del mercato e capace di licenziare opere nelle quali un elevato livello di raffinatezza formale e concettuale si conciliava con finalità e utilizzi più semplicemente divulgativi e funzionali. Ad alcuni di questi fogli – quelli tratti da disegni concepiti ad hoc, firmati dagli intagliatori e documentati da tirature eccellenti, come è il caso per esempio del Giudizio di Paride – si può guardare come a veri e propri originali di Raffaello. E pertanto non si devono perdere di vista le ricadute di questi modelli nella produzione di oggetti di arte decorativa, spesso di grande pregio formale e di innegabile preziosità. Dall’oreficeria alla maiolica, dalla glittica all’arazzeria, la produzione europea dal Cinque al Settecento pullula di manufatti ispirati alle stampe uscite dalla bottega di Marcantonio.

Cominciando dall’inizio, dalle iniziative di Raffaello per rendere popolari i suoi dipinti in produzione incisoria, la mostra segue lo sviluppo del fenomeno di espansione della fortuna delle incisioni raffaellesche in tutta Europa.


Raffaello architetto

Raffaello è stato un artista “a 360 gradi”, perché nella sua breve vita fu pittore, architetto e poeta. Inoltre viene considerato anche un imprenditore, perché rivoluzionò completamente il concetto di bottega: diede molta importanza ai suoi allievi e, mentre gli altri artisti lasciavano agli aiuti piccoli dettagli da dipingere, egli fece realizzare alcune opere totalmente o in buona parte dagli allievi. Per questo, però, non è facile individuare e distinguere in un’opera la mano di Raffaello e quella degli aiuti.

Quando Raffaello decise di accettare l’incarico di soprintendente ai lavori nella basilica vaticana, il più importante cantiere romano, egli aveva già alle spalle alcune esperienze in questo campo. Le stesse architetture dipinte, sfondo di tante celebri opere, mostrano un bagaglio di conoscenze che va di là dal consueto apprendistato di un pittore.


Palazzo Branconio dell’Aquila

Fu progettato da Raffaello Sanzio probabilmente nell’ultimo anno della sua vita, quindi intorno al 1520, per l’amico Giovanbattista Branconio dell’Aquila, facoltoso consigliere del papa e orafo.

Il prospetto dell’edificio si allontanava dall’autorevole modello bramantesco di Palazzo Caprini e dallo stile misurato mostrato dallo stesso Raffaello nel Palazzo Jacopo da Brescia e forse nel Palazzo Vidoni Caffarelli, costituendo una facciata senza precedenti.

Il palazzo fu demolito verso il 1660 per permettere la costruzione di uno slargo davanti al colonnato della piazza San Pietro (piazza Rusticucci).

palazzo branconio

Il Centro Studi Vitruviani di Fano

Nato nel 2010 il Centro Studi Vitruviani si occupa di diffondere la conoscenza della cultura classica e della classicità in ogni sua espressione, promuovere la ricerca e la documentazione sull’opera antica e l’influenza moderna di Vitruvio nello sviluppo dell’architettura e della cultura occidentale dal Rinascimento ai giorni nostri, organizza convegni, giornate di studio, conferenze, pubblicazioni, mostre.Il Presidente del Centro Studi Vitruviani, il dott. Dino Zacchilli ci ha aiutato nell’operazione di portare a Zagabria il Plastico del palazzo Branconio dell’Aquila.

Prodotto dal Centro Studi Vitruviani insieme alle Scuderie del Quirinale e realizzato da Opera Laboratori Fiorentini, sotto la direzione del prof. Francesco Paolo Di Teodoro (Politecnico di Torino e Museo Galileo di Firenze nonché componente del comitato scientifico del Centro Studi), il plastico della facciata di Palazzo Branconio dell’Aquila è stato esposto nel 2020, alla grande mostra “Raffaello 1520-1483”, alle Scuderie del Quirinale, a Roma.


PROGRAMMA DELLA MOSTRA

Visite guidate:

29 aprile 2021 / giovedì / ore 17

6 maggio 2021 / giovedì / ore 17

8 maggio 2021 / sabato / ore 12

13 maggio 2021 / giovedì / ore 17

20 maggio 2021 / giovedì / ore 17

20 maggio 2021 / giovedì / ore 17

27 maggio 2021 / giovedì / ore 17

5 giugno 2021 / sabato / ore 12

Workshop:

15 maggio 2021. / sabato / ore 12
22 maggio 2021 / sabato / ore 12
29 maggio 2021 / sabato / ore 12



Proiezione del film

“Raffaello – Il Principe delle arti 3D (2017.)”

Regista: Luca Viotto

Attori: Flavio Parenti, Angela Curri, Enrico Lo Verso, Marco Cocci, Niseem Onorato

Durata 90 minuti

9 maggio e 23 maggio 2021

Il film sarà proiettato in inglese, tramite live streaming da 12 a 24 ore con un numero limitato di 500 spettatori per proiezione.

Tutti gli interessati dovranno prenotarsi alla mail: segreteria.iiczagabria@esteri.it, per ottenere la password d’accesso che gli permetterà di guardare il film. Le prime 500 persone riceveranno la password.

Trama: La vita di Raffaello Sanzio, a partire dalla sua nascita ad Urbino e dall’ambito familiare, viene seguita nel suo periodo fiorentino e in quello romano attraverso la presentazione e lettura di 70 opere d’arte di cui più di 40 di mano del grande pittore.
La riuscita del progetto è piena a partire dall’uso del 3D che a un profano potrebbe apparire quantomeno ‘strano’ nel momento in cui si porta sullo schermo l’opera non di uno scultore ma di un pittore.



ORARI DEL MUSEO MUO:

Da martedì a sabato: 11:00 – 19:00

Domenica: 10:00 – 14:00

Chiuso giorni festivi


PREZZO DEL BIGLIETTO PER LA MOSTRA:

Adulti – 20 kn

Alunni, studenti e pensionati – 15 kn

Per visite di gruppo (da 10 a 30 persone), prezzo a persona – 15 kn

Per le visite di gruppo di alunni, studenti e pensionati (da 10 a 30 persone), prezzo a persona – 15 kn

Biglietto famiglia (per famiglie con bambini sotto i 15 anni) – 15 kn a persona

Il biglietto è gratuito per i disoccupati (previa presentazione di documento comprovante)

*Quando si visita il Museo, è obbligatorio attenersi alle misure epidemiologiche e indossare mascherine protettive.

Informazioni

Data: Da Sab 24 Apr 2021 a Dom 6 Giu 2021

Organizzato da : Istituto Italiano di Cultura, Ambasciata It. Zagab

In collaborazione con : MUO e Fondazione Brescia Musei

Ingresso : A pagamento

Redazione

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