Vaccino anti-Covid un bene comune

Vaccino anti-Covid un bene comune

di Paolo Pagliaro

Le case farmaceutiche che producono i vaccini anti covid sono state finanziate dai governi. Secondo la Ong svizzera PublicEye, hanno ricevuto oltre 100 miliardi di dollari. E’ questo uno degli argomenti a sostegno della richiesta, sempre più pressante, che le aziende accettino di condividere i loro brevetti con produttori di altri paesi, affinché sia possibile far avere a tutti le preziose fiale. Perché, e questo è un altro argomento, forse più pregnante, non è giusto proteggere la proprietà intellettuale mentre milioni di persone stanno morendo nell’attesa di un vaccino.. La questione è all’ordine del giorno nei grandi organismi internazionali.

India e Sudafrica, appoggiati da oltre cento paesi tra i meno ricchi del mondo, si sono rivolti all’Organizzazione Mondiale del Commercio per chiedere una sospensione temporanea dei brevetti su tutti i prodotti che potrebbero essere utili per contenere la pandemia. Oltre ai vaccini, anche test, macchinari e possibili trattamenti. Richiesta respinta dai paesi ricchi, Europa compresa. Una discussione analoga è in corso nell’ambito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dove la Cina e i governi africani hanno presentato una risoluzione che impegna i Paesi firmatari a esercitare una pressione almeno morale sulle aziende titolari dei brevetti perché trasferiscano la tecnologia. In questo caso, il fronte del no è guidato dalla Svizzera, leader mondiale dell’industria farmaceutica. Il tema è molto dibattuto anche in Italia. Il Sole 24 ospita oggi due interventi.

Gli economisti Vincenzo Visco e Fabrizio Onida hanno punti di vista diversi ma giungono entrambi alla stessa conclusione: i vaccini sono un bene comune che i monopoli non sono in grado di garantire.

Redazione

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