La nuova leadership nell’era Covid-19

La nuova leadership nell’era Covid-19

di Paolo Pagliaro

Tra i governi che utilizzano arresti e torture per regolare i conti con gli oppositori politici e le minoranze figurano Libia, Turchia, Egitto e paesi del Golfo – per citare alcuni dei partner abituali della nostra cordiale diplomazia pubblica e privata. Se ne trova abbondante documentazione, e certo non per la prima volta, nel rapporto in cui Amnesty International misura il rispetto dei diritti umani.  

L’originalità del rapporto di quest’anno consiste nella descrizione di una nuova leadership, eccezionale perché non fondata sul potere, che nel 2020 si è andata affermando in tutto il mondo. È una leadership, dice Amnesty, che ha il volto di infermieri, medici e operatori sanitari in prima linea per salvare vite umane. Di coloro che si sono presi cura delle persone anziane. Di tecnici e scienziati che hanno realizzato milioni di test ed esperimenti, alla ricerca frenetica dei vaccini. Di quelli che, spesso relegati in fondo della scala dei redditi, hanno lavorato per fornire cibo a tutti.

Una leadership condivisa da quelli che hanno pulito le strade; quelli che si sono occupati dei corpi di centinaia di migliaia di morti; quelli che hanno fatto funzionare i servizi essenziali; che hanno pattugliato le strade o guidato ciò che rimaneva dei mezzi del trasporto pubblico.

Nel 2020, mentre gran parte del mondo si fermava, sono state queste persone – conclude Amnesty International – che hanno fatto la differenza. Così come quelli che sono rimasti a casa in solidarietà, se avevano una casa dove stare, e che si sono presi cura di quelli intorno a loro. A questi nuovi leader Amnesty dedica il suo rapporto.

Redazione

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