Stati d’animo

Stati d’animo

Da oltre un anno viviamo un’esistenza sociale condizionata da decreti che, in definitiva, limita la nostra libertà in un Paese che, già da prima, aveva dimostrato tutte le sue mancanze. La Pandemia è mondiale; ma lo spirito con il quale è affrontato è differente. Almeno, questa è la nostra sensazione. I rapporti umani si sono fatti “asettici”. I contatti sono telefonici o, nel migliore dei casi, via Internet. La vita sociale, almeno secondo i nostri usi di popolo mediterraneo, è cambiata. Ovviamente, per imposizione. Anche se la voglia di “libertà”, non di rado, ha aggirato le limitazioni. L’Italia dei “colori” è diventata un tormentone che andrà ben oltre l’accelerazione dei cicli vaccinali. Anche se, anche sotto questo profilo, le polemiche non mancano e la tensione cresce. Le “festività” sono state sospese; come la libertà personale. Chi sgarra, non solo rischia la salute, ma può incappare in sanzioni pecuniarie molto severe. I controlli sono aumentati; ma il virus resta una realtà amara e poco gestibile. Anche dall’estero, molti ci hanno scritto per farci sapere le loro impressioni. Il contagio è mondiale, ma è differente il comportamento sociale delle potenziali vittime. Le stesse usanze, tipiche della cultura di un Popolo, si sono ridimensionate o, peggio, sono scomparse. S’è instaurato, almeno da noi che lo viviamo nel quotidiano, uno stato di limitazione psicologica che ha modificato, di fatto, il nostro modo d’essere. Le file davanti ai negozi sono una realtà quotidiana. Il lavoro langue e i bilanci famigliari pure. Quanto potremo tirare avanti? Lo stesso tenore di vita, in generale, è calato. Ma non per tutti. Chi stava “bene” prima e molto meno condizionato. Anche la nostra Economia è “malata”. Però le terapie sono differenti; soprattutto per chi viveva del suo lavoro. Insomma, questa Pandemia ha condizionato la vita di un Popolo; ma non di tutti. A noi non resta che prenderne atto e sperare per il meglio. Cioè ben poco, se si riflette sullo stato d’animo generale.

Giorgio Brignola

Redazione@progetto-radici.it

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