Aprire i valichi minori ai pendolari giornalieri

Aprire i valichi minori ai pendolari giornalieri

La CNI e la minoranza slovena in Italia hanno lanciato un appello congiunto al governo sloveno in merito alle restrizioni al confine legate alla pandemia. L’appello è stato firmato dal presidente dell’Unione Italiana Maurizio Tremul, dal presidente della Giunta esecutiva dell’UI Marin Corva, dal deputato della CNI a Lubiana Felice Žiža, dal presidente della CAN costiera Alberto Scheriani, dalla presidente dell’SKGZ Ksenija Dobrila, dal presidente dell’SSO Walter Bandelj e dalla senatrice Tatjana Rojc”. Ne dà notizia “La voce del popolo”, quotidiano diretto a Fiume da Roberto Palisca.
“Nel documento si sottolinea che “sin dall’inizio della crisi epidemiologica gli scriventi condividono appieno le preoccupazioni del governo di Lubiana impegnato a fronteggiare la diffusione dell’epidemia. Le nostre organizzazioni capiscono e rispettano tutti i provvedimenti adottati dal governo sloveno in difesa della salute dei cittadini. L’inasprimento dei controlli ai valichi confinari può sicuramente essere considerato una delle possibili misure, alla stregua di quanto fatto da altri Paesi. Questi interventi non possono però prescindere dal prendere in considerazione la specificità del territorio, soprattutto dal punto di vista sociale ed economico. Una chiusura ermetica dei confini rischia seriamente di colpire soprattutto la popolazione dell’area transfrontaliera.
Attualmente, le misure in vigore prevedono l’organizzazione dei punti di controllo in un numero molto limitato di valichi confinari, creando non poche difficoltà ai frontalieri”. Pertanto i firmatari propongono al governo sloveno di attivare nuovamente i valichi confinari minori a esclusivo usufrutto dei pendolari giornalieri in possesso di idonea documentazione giustificativa. Ai preposti organi di controllo presso i valichi confinari si propone di effettuare nei confronti delle persone in transito, controlli a campione e di sanzionare eventuali trasgressori delle disposizioni attualmente in vigore. Nell’appello si rileva altresi che “alcune postazioni Covid sono poste ad un paio di chilometri dal confine, fatto questo che rappresenta un’ulteriore difficoltà per i transfrontalieri, in particolare per gli studenti, gli alunni e i loro accompagnatori che alla riapertura delle scuole non potranno entrare in Slovenia per fare il tampone rapido gratuito. Riteniamo opportuno inoltre che ai pendolari transfrontalieri sia rilasciato, al momento del test, un attestato in formato bilingue”.
“Ci appelliamo affinché venga riconsiderata la situazione dell’area confinaria, con la speranza che si possano adottare tutte quelle misure atte alla tutela della popolazione locale e della loro salute”, conclude l’appello”.

Redazione

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