Elisa Corvi e due mondi che si incontrano a Dubai

Elisa Corvi e due mondi che si incontrano a Dubai

DI BENEDETTA PASERO


D. Come sei arrivata a Dubai e quando?


R. 8 anni fa dall’Italia. A quel tempo vivevo a Milano con mio marito e le mie due prime figlie Bianca e Ginevra e aspettavo il mio terzo, Leo.


D. Perché hai deciso di venire a Dubai?


R. Motivi di famiglia: all’inizio perché mio marito è stato trasferito dall’Italia qui a Dubai. Io, a differenza di tante mogli, ho deciso subito di cercare un lavoro e continuare ad investire anche su una mia carriera. Venendo da una multinazionale del software ho deciso di cercare in quell’ambito. Sono stata fortunate perché ho iniziato con un contratto temporaneo che poi si è trasformato in definitivo.


D. Quali sono state le maggiori sfide che hai dovuto affrontare?


R. Entrare nel mondo del lavoro senza esperienza nella realtà mediorientale, avere a che fare con culture e background diversi. Ritrovare i miei interessi e nuove amicizie.


D. Quali le tue maggiori soddisfazioni?


R. Sentirmi a casa qui a Dubai, tanto che abbiamo deciso di acquistarne una quest’estate! Ripristinare quel tipo di “normalità” sicuramente ha costituito una soddisfazione personale ed una realizzazione per tutta la famiglia. E poi, aver festeggiato a febbraio I 7 anni in Oracle Middle East, dove ricopro il ruolo di responsabile mid market per il business development.


D. Cosa ami particolarmente di Dubai?


R. Il clima caldo che permette di vivere la città all’aperto per gran parte dell’anno, le culture diverse che qui si intrecciano, il sole tutti i giorni.


D. A cosa devi il tuo successo?


R. Al non considerarlo successo? Mi piace sempre pensare che la mia situazione attuale può cambiare. Non lego il successo ad uno stipendio o ad un titolo. Attualmente mi piace il mio lavoro ma credo di prendere l’energia e l’entusiasmo di cui h bisogno da attività extra-professionali: lo sport, l’amicizia, la famiglia e non ultimo il progetto Happy Mission. Il sentirmi connessa con un progetto a lungo periodo mi da quella spinta che mi aiuta nella quotidianità.


D. Cosa consiglieresti a un giovane che volesse venire a Dubai a fare il tuo lavoro?


R. Di cominciare da subito a costruirsi un network in questa regione e se possibile di venire a fare uno stage a Dubai anche se il primo stipendio dovesse essere basso quando il costo della vita è così alto. Qui le relazioni in loco con professionisti locali sono importanti per trovare un lavoro stabile. In sostanza, non affidarsi solo a Linkedin e venire di persona qui a Dubai per farsi conoscere professionalmente. Per me è stato fondamentale

Redazione

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