200 anni dall’indipendenza greca

200 anni dall’indipendenza greca
                       
                                    Di Apostolos Apostolou
                                    Libertá o morte                                    

Il 2021 è un anno altamente significativo per la Grecia, poiché segna il 200° anniversario dello scoppio della Guerra d’Indipendenza del Paese contro il dominio ottomano nel 1821. Il solo paese europeo in cui l’ondata rivoluzionaria del 1820-1821 riportò un successo fu la Grecia. Ci sono 30 rivoluzioni dei greci per l’ impulso all’ indipendenza greca fino al 1821. Alle 25 marzo di 1821, la Grecia dichiara la sua indipendenza dall’ impero ottomano. Quest giorno inizia la grande guerra di indipendenza. L’embrione del movimento patriottico prese vita non tanto in Grecia, quanto piuttosto negli ambienti dell’emigrazione greca in Europa. Anche due giovani italiani di Novara caddero già il 23 aprile 1819 per l’indipendenza greca e furono seppelliti insieme ad altri caduti stranieri nel Tempio di Efesto dell’Agorà di Atene all’epoca ancora trasformata in chiesa di San Giorgio. Si tratta di Giuseppe Tosi di 16 anni e di Carlo Serassi di 18 anni. In Italia esisteva un movimento filellenico che conobbe una grande partecipazione. Dal 1821, un comune punto di riferimento per molti intellettuali, artisti, letterati, storici e politici italiani, erano vicini alla Grecia.
Proclama l’indipendenza della Grecia, 1822
“La nazione greca prende il cielo e la terra a testimoni che essa esiste ancora, malgrado il giogo spaventoso degli ottomani che la minacciavano di sterminio. Spinta dalle misure inique e distruttrici di questi feroci tiranni, i quali, dopo aver rinnegato le capitolazione e ogni spirito di equità, rendendole ogni giorno più’ opprimenti miravano alla distruzione del popolo soggetto, essa è stata obbligata a ricorrere alle armi per necessita’ di salvezza. Dopo aver respinta la violenza solo col valore dei suoi figli, essa dichiara oggi davanti a Dio e e agliuomini per bocca dei suoi legittimi rappresentanti riuniti in questo Congresso Nazionale convocato dal popolo, la sua indipendenza politica.Discendendo da una nazione gloriosa per il suo ingegno e la sua mite civiltà, vivendo in un’epoca in cui questa civiltà spande con profusione vivificatrice i suoi benefici sugli altri popoli d’Europa, e avendo sempre sotto gli occhi lo spettacolo di felicità di cui questi popoli godono sotto l’egida protettrice delle leggi, potevano i Greci restare più a lungo in questa condizione terribile e vergognosa, e osservare con indifferenza quella felicità che la natura ha riservato ugualmente a tutti gli uomini? Motivi cosi possenti e cosi giusti non potevano senza dubbio che affrettare il momento del risveglio in cui la nazione, spinta dai suoi ricordi e dalla sua indignazione, doveva riunire le sue forze per rivendicare i suoi diritti e liberare la patria da una tirannia di cui nulla eguagliava l’ orrore.Queste sono le cause della guerra che abbiamo dovuto intraprendere contro il Turco […]
Fondati di questi principi e sicuri dei nostri diritti non vogliamo e non reclamiamo altro che di essere riammessi nella società’ europea, dove ci chiamano la nostra religione, i nostri costumi e la nostra posizione, di riunirci alla grande famiglia cristiana e di riprendere fra le nazioni il posto che una forza usurpatrice ci ha rapito ingiustamente. […]”

Apostolos Apostolou scrittore e professore di filosofia.

Corrispondente Progetto Radici Atene, Grecia

Redazione@progetto-radici.it

Daniela Piesco

Daniela Piesco

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