La precarietà dei lavoratori della “Gig economy” in Australia

La precarietà dei lavoratori della “Gig economy” in Australia

di Magica Fossati, Elisabetta Merati e Francesca Valdinoci

MELBOURNE – Un dottorando della Flinders University di Adelaide è alla ricerca di lavoratori della “gig economy”, in particolare di origini italiane, per un nuovo studio di cui si occupano Magica FossatiElisabetta Merati e Francesca Valdinoci in un articolo pubblicato sul portale di SBS Italian, lo Special Broadcasting Service che diffonde notizie in lingua italiana in tutta l’Australia.
“L’avvio della “gig economy”, basata su lavori occasionali e caratterizzata da minori garanzie contrattuali, si fa partire dalla crisi finanziaria del 2008, ma il fenomeno si è acuito durante la pandemia del 2020.
“Sembrava all’inizio un modo per poter guadagnare velocemente, il lavoratore ha piena discrezionalità sul quando, come e dove lavorare; questo rappresenta un modo molto attraente di lavorare, creando un’idea di essere imprenditori di se stessi”, secondo Elvio Sinopoli, dottorando della Flinders University.
La creazione di una enorme forza di lavoro, composta soprattutto da “rider” che consegnano cibo a domicilio ma anche autisti a chiamata, ha cambiato il sistema del lavoro tradizionale. La legislazione sul lavoro però non è stata al passo con questa rapida trasformazione.
Il lavoro viene gestito attraverso piattaforme digitali e il lavoratore si trova spesso in condizioni di forte precarietà: “Come i dati confermano, non abbiamo molte notizie su questa categoria di lavoratori, sappiamo che tanti riversano in condizioni di forte precarietà e non riescono a vivere dignitosamente a causa delle paghe molte basse e questo li porta a lavorare anche in orari e condizioni proibitive”, spiega Sinopoli a SBS Italian.
Il ricercatore sta raccogliendo storie di migranti temporanei che lavorano o hanno lavorato nella “gig economy” durante la loro permanenza in Australia, in particolare vorrebbe parlare con lavoratori italiani, sui quali le informazioni sono lacunose.
Per partecipare allo studio: elvio.sinopoli@flinders.edu.au, la partecipazione può avvenire anche in forma anonima”.
Qualche informazione in più è disponibile ascoltando il podcast dell’intervista a Sinopoli sul sito di SBS(aise)

Redazione

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