Hyvää Kalevalan-päivää!

Hyvää Kalevalan-päivää!

Di Sabrina Galasso

Pochi giorni fa (per l´esattezza il 28 febbraio) si é festeggiata la giornata del Kalevala e della cultura finlandese.
Incuriosita dal perché si celebrasse una opera, ho fatto delle ricerche ed ho appreso che si tratta di un poema “ di una natura differente da qualsiasi altro poema del mondo, singolare e bizzarra: moderno e antico, opera di un individuo e opera di un popolo, nato dall’anima finnica e, insieme, nato dalla questione omerica” (definizione del filologo Athos Sivieri).
Una opera di per se particolare ed il risultato di un lungo viaggio compiuto da Elias Lönnrot tra il 1828 e il 1849, che lo portó in una esplorazione profonda del territorio finlandese, raggiungendo terre remote, foreste e brughiere, zone impervie e pericolose. Attraverso questo peregrinare, Lönnrot fu in grado di raccogliere, dalla viva voce dei contadini, un enorme patrimonio.
Questo é l´aspetto che mi ha colpito, non si tratta di una opera che nasce dalla mano abile di uno scrittore bensí una opera di ricostruzione alla cui base c´é la passione profonda per la poesia popolare ed il desiderio di salvare una tradizione antica. Il lavoro immenso, compiuto con grande sforzo e dedizione da Lönnrot, ha permesso la trasposizione di ció che era soltanto cantato in scritttura.
Si tratta, infatti, di canti popolari tramandati nel tempo e che sono stati raccolti e collegati tra loro dando vita al poema epico nazionale (costituito da cinquanta canti )ancor oggi ricordato e celebrato.
Leggendo a proposito dell´opera e della sua formazione ho pensato alla tradizione e a come si inserisce in ottica contemporanea, cioé quanto lo sguardo verso ció che é stato si collega al nostro essere oggi.
Non é nelle mie intenzioni offrire una trattazione sul tema ma avviare una riflessione e uno scambio sul significato che assume per noi e soprattutto cosa significa se rapportato al vivere in un paese “straniero”, cioé che non ci appartiene ma ci ospita.
Ecco io parto dall´ultimo punto, proprio in virtú del mio essere espatriata e il mio punto di vista é frutto dell´osservazione attraverso gli occhi di chi finlandese non é. Non faccio parte del mondo nordico ma sempre piú trovo aspetti che mi piacciono e di questo ne sono meravigliata.
Mi sono sempre sentita lontana rispetto a queste latitudini, non solo geograficamente ma anche rispetto ai miei pensieri ed emozioni. Adesso faccio fatica a ritrovarmi in questa posizione, la trovo superata perché mi sono aperta a questo sconosciuto mondo ed ho scoperto elementi che hanno trovato uno spazio in me.
Mi é spesso capitato di ascoltare che la tradizione si pone in contrapposizione al percorso che un popolo compie verso il futuro, rispetto a ció che si vuole raggiungere. É come se il passato avesse il potere di arrestare la marcia verso il domani, é come se si sentisse il peso di ció che siamo stati rispetto a ció che saremo. Questo ingombrante peso spesso conduce al desiderio di rimozione delle tradizioni; non riteniamo utile restare agganciati a qualcosa che é giá accaduto e non ci appartiene, non desideriamo essere condizionati da ció che é stato e che ci impedisce di essere quel che vogliamo diventare. Mi sento lontana da tutto questo, non riesco ad accoglierlo.
Mi viene in mente una immagine (perdonatemi ma sono affascinata dalle metafore e il loro valore) abbastanza funzionale all´espressione di ció che sento la mia posizione: un uomo in piedi su una roccia che guarda l´orizzonte. Per me la roccia é quello che é stato, il vissuto e l´esperienza, la storia e gli apprendimenti, su questo il mio io si poggia per avere stabilitá e guardare al futuro. La roccia non mi trattiene ma mi sorregge, non impedisce il mio movimento verso quello che sará ma mi offre una prospettiva, una base di appoggio grazie alla quale posso mantenermi stabile e concentrare la mia attenzione e il mio essere verso l´orizzonte, il divenire.
La Finlandia mi ha mostrato che é possibile far vivere il passato senza che questo sia ritenuto ingombrante, é possibile ricordare ció che si é stati senza che questo impedisca il movimento.

Il ricordo attraverso la bandiera. Ci sono giorni in cui le vie delle cittá si riempiono di bandiere, e all´inizio del mio espatrio facevo fatica a comprendere cosa significasse. Esiste un calendario nel quale sono elencate le ricorrenze per cui la bandiera deve essere esibita. Uso non a caso il verbo “dovere”, é infatti obbligatorio per tutti coloro che, a vario titolo, hanno presso la loro abitazione un´asta issare la bandiera nei giorni prestabiliti. Queste ricorrenze non sono esclusivamente riferite a momenti storici o di natura politica (come puó essere la Festa dell´Indipendenza oppure i giorni delle elezioni dei membri del parlamento o ancora delle elezioni amministrative o del Parlamento Europeo), ma anche di cultura.
In Finlandia le bandiere sventolano per ricordare la nascita di poeti e quindi il 5 febbraio si celebra l´anniversario della nascita del poeta Ludvig Runeberg ed il 6 luglio si ricorda la nascita del poeta Eino Leino ed é la celebrazione della Poesia e dell´Estate). Ma si celebra anche la cultura finlandese attraverso il ricordo della morte di Miakael Agricola, fondatore della lingua scritta finnica e la nascita di Elias Lönnrot, autore del Kalevala (il 9 aprile), e la nascita dello scrittore Aleksis Kivi (10 ottobre).
Un´azione all´apparenza scontata come issare la bandiera diviene il motore attraverso cui il popolo finlandese non dimentica una parte di sé.
Ma i finlandesi fanno ancora di piú: ad alcune ricorrenze sono dedicati dolci e la produzione di questi é legata al momento specifico. Cosí,ad esempio, nel mese di febbraio é possibile gustare le cosiddette Runebergintorttu (deliziose), ovvero le tortine di Runeberg, per festeggiare il poeta Johan Ludvig Runeberg.
Riuscire ad inserire il passato nell´odierno attraverso l´uso della bandiera, far entrare nella vita di ogni giorno il ricordo attraverso il cibo (rendendo unici questi momenti perché attesi) é una modalitá che mi ha colpito, proprio per la valenza che a questo riconosco e cioé di non contrapporre il passato ed il presente, ma di farli convivere.
Non solo, lo sforzo compiuto nel mantenere vive le tradizioni non impedisce di accogliere il nuovo, di portare alla luce e celebrare la nuova spinta.
E le bandiere sventolano il 19 marzo per Minna Canth (1844-1897, ), per celebrare la nascita della scrittrice, drammaturgo e critico, ricordata come un precursore del movimento di scrittura realista finlandese e un simbolo della rivoluzione modernista finlandese.
Ma il 19 marzo é anche il giorno in cui si celebra la Giornata dell´Uguaglianza (dal 2007).
In Finlandia l´uguaglianza viene celebrata, non resta solo un concetto ma entra a far parte di diritto nel bagaglio culturale che caratterizza un popolo.
Cosa mi restituisce l´essermi fermata a riflettere su queste pratiche? Il pensiero che la tradizione non é un ostacolo, che puó essere resa fruibile, piú vicina all´oggi creando canali di trasmissione attraenti. Comunicare la tradizione é possibile; é necessario trovare la linea piú consona a raggiungere il pubblico senza il timore di utilizzare strumenti che parlano un linguaggio semplice.

Sabrina Galasso corrispondente Progetto Radici Helsinki Finlandia

Redazione@progetto-radici.it

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