In Brasile le mutazioni colpiscono di più i giovani

In Brasile le mutazioni colpiscono di più i giovani

Nella giornata di ieri il Brasile ha registrato 778 nuovi decessi a causa del Covid-19, un dato che porta il numero totale dei decessi provocato dall’epidemia nel paese amazzonico a 255.720. Quello appena trascorso è stato il lunedì più mortale in poco più di nove mesi, secondo come letalità solo a quello d’inizio pandemia, il 25 maggio, quando vennero rilevati 807 casi fatali. Va sottolineato che, come la domenica, i dati del lunedì tendono a essere decisamente inferiori rispetto ai numeri che nei giorni successivi, col giungere di tutte le segnalazioni dalle strutture sanitarie dell’immensa nazione, si rivelano reali. Per fornire una pietra di paragone, nel corso della scorsa settimana il Brasile ha avuto più di 60mila casi e 1.300 decessi ogni giorno tra martedì e sabato. Ieri sono stati inoltre segnalati 35.742 nuovi contagi per un totale ormai giunto a 10.587.001.

COLPITI I GIOVANI. Il Brasile, che sta attraversando solo ora il suo peggior momento dalla comparsa del morbo, è il secondo Paese con il maggior numero di morti per coronavirus al mondo, dietro solo agli Stati Uniti, e il terzo nei casi, sotto Usa e India. Lo stato più colpito dal Covid-19 della federazione è quello di San Paolo, che ha raggiunto i 2.044.699 casi e i 59.546 morti. “La pandemia è tornata con una velocità e una caratteristica clinica diversa da quella che abbiamo visto nella prima ondata: quelli colpiti sono pazienti più giovani, pazienti che hanno la loro condizione clinica molto più compromessa e – cosa peggiore – sono quei pazienti che finiscono per restare per un periodo molto più lungo nelle unità di terapia intensiva”, ha spiegato il segretario alla Sanità di San Paolo, Jean Gorinchteyn, in una conferenza stampa.

RIANIMAZIONI SATURE. Secondo i dati del ministero della Salute, il Minas Gerais è il secondo stato con il maggior numero di infezioni da coronavirus registrate, con 883.105 casi, ma Rio de Janeiro è il secondo con il maggior numero di morti, con 33.093 morti. Di fronte a questa situazione, le unità di terapia intensiva stanno raggiungendo i loro limiti in tutto il Brasile, tanto che esperti sanitari e funzionari statali implorano il governo centrale di imporre misure di blocco più severe per ridurre la trasmissione del coronavirus. Secondo un rapporto del 26 febbraio della Oswaldo Cruz Foundation (Fiocruz), un istituto di ricerca del Ministero della Salute brasiliano, i tassi di occupazione in terapia intensiva del paese sono i peggiori dall’inizio della pandemia. Diciotto dei 26 stati del Brasile e un distretto federale hanno le unità di rianimazione occupate per oltre l’80%, e in particolare nove di questi sono sull’orlo del collasso con un’occupazione superiore al 90%. Il ministro della Salute Eduardo Pazuello ha riconosciuto la gravissima crisi: “Il virus mutato ha una capacità di contaminazione tre volte superiore e la velocità con cui colpisce può sorprendere le amministrazioni locali in termini di preparazione delle strutture e di capacità di supporto. Questa è la realtà che abbiamo oggi in Brasile”, ha detto.

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Redazione

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