Prigioniera in casa a Dubai, l’Onu chiederà conto agli Emirati Arabi Uniti

Prigioniera in casa a Dubai, l’Onu chiederà conto agli Emirati Arabi Uniti
Di Giulia Avataneo  

Diritti d’autore  AP/AP

Le Nazioni Unite alzano la pressione sugli Emirati Arabi Uniti, chiedendo conto delle condizioni della principessa Latifa. La figlia dello sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoumprimo ministro degli Emirati Arabi Uniti racconta di essere prigioniera in casa da tre anni, dopo aver cercato di lasciare il Paese.

“Mi tengono in ostaggio in casa, con le finestre sbarrate, guardata a vista dalla polizia. Non posso nemmeno uscire a prendere una boccata d’aria” ha raccontato in un drammatico video diffuso dalla campagna #Freelatifa.

Alzare il velo sugli Emirati

“Ai politici, i leader mondiali, le celebrità e i cosiddetti influencer che vanno a Dubai per promuovere il Paese chiediamo di aprire gli occhi per capire qual è la realtà che li circonda – è l’appello di David Haigh, attivista per i diritti umani. A poche centinaia di metri dalle spiagge di Dubai c’è una persona tenuta in ostaggio”

La corte di Dubai respinge le accuse e ripete che Latifa è al sicuro con la sua famiglia. Ma le pressioni sui governi che hanno floride relazioni con una delle case reali più ricche al mondo aumentano affinché venga a galla la verità. Tra questi c’è il Regno Unito.

“Affrontiamo costantemente il tema dei diritti umani con i nostri partner – ha commentato il segretario agli Esteri Dominic Raab – Non abbiamo una posizione specifica su questo caso, ma certamente siamo preoccupati“.

L’Onu afferma che chiederà presto conto delle condizioni della principessa agli Emirati. Il primo ministro ha sempre dichiarato di aver agito nell’interesse della figlia.

Antonio Peragine

Antonio Peragine

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: