TikTok nella bufera: accuse di abuso da Italia e Regno Unito

TikTok nella bufera: accuse di abuso da Italia e Regno Unito

Una dodicenne  londinese   ha intentato un’ azione legale per conto di tutti i bambini  utenti dell’ app TikTok per abuso di dati minorili ; in Italia intervengono CEI e Garante della Privacy.

Una ragazza di dodici anni di  Londra ha intentato un’ azione legale contro TikTok. La dodicenne senza nome è sostenuta dal Ministro dell’ infanzia inglese, Anne Longfield, che funge da ” amica del contenzioso ” per la ragazza e per tutti i bambini utenti dell’app.
L’accusa è  “perdita del controllo dei dati personali”  a favore di tutti i minori di 16 anni che hanno utilizzato l’app Tik Tok.
L’app TikTok ha avuto oltre 1,9 miliardi di download in tutto il mondo con utenti attivi che trascorrono un tempo medio giornaliero sull’ app di 41 minuti. Alla sorveglianza tecnologica dei potentati non sfugge alcun dato.
Secondo una sentenza  emessa dal giudice Justice Warby, si sostiene che Tik Tok ed il suo predecessore effettivo Musical.ly, hanno infranto la legge dell’UE e del Regno Unito in quanto  “hanno abusato delle informazioni private del ricorrente e hanno trattato i dati personali.”
Charles Ciumei,  in rappresentanza del commissario nonchè Ministro dell’ Infanzia Longfield, ha affermato con osservazioni scritte alla corte che Tik Tok era “mirato specificamente ai bambini  e che i loro dati sono stati utilizzati per raccogliere entrate pubblicitarie da clienti aziendali. I dati presumibilmente trattati illegalmente,  includono nomi, date di nascita, posizione geografica, immagini, video ed informazioni sul dispositivo, indirizzo IP  ed informazioni da account collegati come Facebook. I dati personali in questione vengono  utilizzati in un algoritmo che analizza le preferenze dell’utente, al fine di adattare il contenuto presentato a loro per catturare e mantenere la loro attenzione”.

Ciumei ha inoltre aggiunto che “Questo incoraggia l’uso dell’app e, sebbene nei termini di servizio sia indicato che non è destinato all’uso da parte di minori di 13 anni, è chiaro che un gran numero di utenti ha meno di tale età”.
TikTok è stato oggetto di una forte opposizione negli ultimi mesi.  I suoi critici avvertono che l’app potrebbe essere utilizzata come strumento di spionaggio per il Partito Comunista Cinese (PCC).Le leggi sulla sicurezza cinesi , obbligano le aziende a cooperare con le agenzie di intelligence quando richiesto.

L’ Amministrazione statunitense e alcuni membri del Congresso degli Stati Uniti affermano che TikTok è una minaccia alla sicurezza nazionale e globale a causa della sua condivisione di dati con il PCC e il Dipartimento del Commercio del paese ha emesso un divieto effettivo su TikTok che avrebbe dovuto entrare in vigore il 12 novembre.
 In Italia invece?

In seguito alla morte di una bambina di dieci anni,  che aveva partecipato ad una sfida estrema sul social cinese, Il Garante della privacy  ha preso  immediate misure contro TikTok. Fino al 15 febbraio l’autorità ha disposto il blocco della piattaforma a tutti gli account ” per i quali non sia stata accertata con sicurezza l’età anagrafica”. Per rafforzare l’azione di tutela nei confronti dei più piccoli, il Garante per la privacy avvierà sulle TV nazionali, in collaborazione con Telefono Azzurro, una campagna di sensibilizzazione con l’obiettivo di richiamare i genitori a svolgere un ruolo attivo di vigilanza e a prestare particolare attenzione al momento in cui verrà richiesto ai figli di indicare la loro età per accedere a TikTok.
TikTok ha anticipato l’introduzione nella sua app di un pulsante che permette agli utenti di segnalare rapidamente e facilmente altri utenti che sembrano avere meno di 13 anni.

Don Michele Falabretti, responsabile della Pastorale giovanile della CEI , afferma che : ” È la situazione dei bambini confinati nelle loro abitazioni; i genitori li lasciano usare dispositivi purché stiano buoni. Il richiamo va comunque prima di tutto a chi i ragazzi li sta dimenticando a casa. Li abbiamo lasciati soli e ora piangiamo”.
 La frase dai  vertici ecclesiali sollecita a riflettere non solo sui tragici accadimenti che interessano bambini (sfide di morte, pedofilia, prostituzione minorile..) ma attira l’attenzione anche su chi dovrebbe avere una potestà genitoriale e fa utilizzare  a bambini e ragazzini queste App non conoscendo i pericoli che si celano all interno della app stessa.
In effetti la app TikTok è diventata così utilizzata da alcune bambine dai 6 agli 11 anni , che persino durante l’intervallo scolastico, arginando la stretta sorveglianza degli insegnanti, imitano i balletti sensuali  di TikTok per poi vantarsi di pubblicarli sulla piattaforma social.

Sorge quindi una domanda ed uno spunto di riflessione: premesso che i bambini sono sempre vittime inconsapevoli,  i genitori  che ammettono l’uso di app social a bambini sono vittime o carnefici?


Pedrazzini Silvia 

Tags: Tik Tok, minori, telefono azzurro, diritti dei minori, tutela dei minori

Redazione

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