L’ultima cena

L’ultima cena

Di Riccardo Bertolini

La monumentale “L’Ultima Cena” di Zeng Fanzhi (Wuhan – 1971) è intrisa dell’immaginario culturale rivoluzionario e della Cina di Mao, dell’habitat in cui è cresciuto, reinterpretato attraverso le emozioni personali del maestro d’Oriente. Zeng prese ispirazione da Leonardo da Vinci, profondamente rivisitato. “L’ultima Cena” di Zeng è una decostruzione dell’Opera originale con la sostituzione di figure religiose con giovani “pionieri” mascherati che indossano fazzoletti rossi al collo e cenano con angurie. Gli scrolls sono un lavoro calligrafico tipico cinese fatti con i pennelli sulle pareti dietro le figure e ricordano le famose scritture spesso viste all’interno di classi. La reinterpretazione dell’Eucaristia nel complesso di una classe esprime un profondo approccio all’esplorazione del significato di quei tempi.La sua fortuna corrisponde all’ascesa e all’interesse guadagnato dall’arte cinese nel primo decennio del nuovo millennio.
Zeng Fanzhi ha solo cinquantuno anni, viene dalla Cina centrale, da Wuhan, che della provincia di Hubei è la capitale. Zeng Fanzhi in Oriente – e non solo – è una vera star delle aste. Tanto che solo lo scorso anno ha raggiunto un fatturato di oltre 59 milioni di euro. Il dipinto “L’Ultima Cena” è stato battuto per 20 milioni di euro. Le cronache dell’epoca parlano di una stima iniziale di 10 milioni per l’Opera acquistata e poi venduta dal barone e dalla baronessa Guy e Myriam Ullens de Schooten. Un record, questo, che lancia il lotto nel gotha dei quindici migliori risultati per l’arte contemporanea e che ha ulteriormente rinfocolato l’interesse per l’arte asiatica.
Se il 2014 non è stato è stato generoso come il precedente, ha comunque confermato uno status, battendo molte delle sue opere per cifre tra il milione e i tre milioni di dollari sulle piazze di Londra, New York e Hong Kong. Dove, insieme alla Cina, si concentra il mercato di questo artista molto amato anche negli Stati Uniti e nell’area franco-anglofona d’Europa.. Zeng operò ed opera tutt’ora nel Distretto 798 (oggi Spazio 798). Questo luogo di Pechino prende il nome da una fabbrica che vi fu costruita negli anni Cinquanta. Nel 2003, il luogo è stato designato da American Time Magazine come uno tra i primi 22 luoghi di interesse più intriganti al mondo.
Famoso per le sue mostre e il suo straordinario laboratorio creativo, Spazio 798 è un punto di riferimento per la cultura pechinese. Impianti industriali e condutture, muri a mattoni rossi e slogan di molte epoche e battaglie, lavoratori in uniforme e visitatori si fondono perfettamente in questo luogo, offrendo l’opportunità di attrarre la curiosità prima di conoscere quella del pittore Zeng Fanzhi. Fortemente influenzato dall’espressionismo, oltre ad essere uno degli artisti di maggior successo economico in Asia, è uno degli artisti più popolari della sua epoca. Senso psicologico intuitivo e tecnica espressionista attentamente calibrata, sono ciò che caratterizza il tuo talento creativo. Sin dalle prime fasi della sua carriera, i suoi dipinti sono stati contrassegnati dalla loro immediatezza emotiva. Quando frequentava la scuola d’arte, prestava particolare interesse ai pittori espressionisti tedeschi.

Zeng Fanzhi, dalla serie Maschere, 1999
I SUCCESSI IN ASTA
In questa congiuntura favorevole, il suo lavoro guadagna risultati record a Londra, negli Stati Uniti e naturalmente a Hong Kong, dove nell’ottobre 2013, da Sotheby’s, la sua Ultima Cena(2001) – una rivisitazione del capolavoro di Leonardo da Vinci – raggiunge addirittura i 23 milioni di dollari. Le cronache dell’epoca parlano di una stima iniziale di 10 milioni per il lavoro acquistato e poi venduto dal barone e dalla baronessa Guy e Myriam Ullens de Schooten. Un record, questo, che lancia il lotto nel gotha dei quindici migliori risultati per l’arte contemporanea e che ha ulteriormente rinfocolato l’interesse per l’arte asiatica.
Se il 2014 non è stato è stato generoso come il precedente, ha comunque confermato uno status, battendo molte delle sue opere per cifre tra il milione e i tre milioni di dollari sulle piazze di Londra, New York e Hong Kong. Dove, insieme alla Cina, ça va sans dire, si concentra il mercato di questo artista molto amato anche negli Stati Uniti e nell’area franco-anglofona d’Europa.

Riccardo Bertolini

Redazione

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