Euro necessità

Euro necessità

Di Giorgio Brignola

E’ stato positivo per l’Italia aderire, da subito, alla moneta unica europea? E’ una domanda che c’è stata, spesso, rivolta. Obiettivamente, riteniamo che non sia stato sbagliato entrare in Euro Zona. Si poteva, forse, meglio negoziare il rapporto di conversione tra la Lira ed Euro. Uscirne apparirebbe, invece, disastroso. Anche perché l’evento andrebbe a indebolire la nostra competitività commerciale e non solo nel Vecchio Continente. Nell’ipotetico, ci sarebbe, poi, da rinegoziare la conversione Euro/ Lira; favorendo l’innesco di un procedimento inflazionistico drammatico. Con un aumento esponenziale dei debiti e una rilevante diminuzione dei nostri crediti. Con evidenti difficoltà d’importare materie prime delle quali siamo, da sempre, carenti. Le esportazioni aumenterebbero ma, facendo i conti, non andrebbero a compensare l’importazione di ciò che c’è indispensabile per tirare avanti. Però, non è neppure plausibile la comparazione dei prezzi di generi d’ampio consumo tra i vari Stati dell’Euro Zona. Basta, infatti, ricordare che non è il valore intrinseco dell’Euro, ma la sua l’utilizzabilità “valutaria” che da noi, purtroppo, resta circoscritta e determina la riduzione dei consumi favorita anche da una ridotta liquidità. Insomma, il “benessere” oggettivo di un Paese in Euro Zona resta quello che aveva già prima dell’adozione della moneta unica. Il caso Italia ne è un evidente, e serio, esempio. Giorgio Brignola

Redazione

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