Mozambico: completamente distrutta la missione di Nangololo, occupata a ottobre dagli insorti

Mozambico: completamente distrutta la missione di Nangololo, occupata a ottobre dagli insorti

Maputo- “Tutto è distrutto …” dice p. Edegard Silva, missionario brasiliano salettiano, che ha potuto constatare i danni subiti dalla missione di Nangololo, situata nel distretto di Muidumbe, che era stata attaccata, occupata e distrutta da gruppi armati che stanno seminando terrore e morte nella provincia di Cabo Delgado, nel nord del Mozambico.
“Il 30 ottobre i terroristi sono tornati ad occupare il Distretto di Muidumbe dove si trova la nostra missione”, ricorda il missionario. “L’intera popolazione è fuggita nella boscaglia. Ci siamo rifugiati a Pemba” dice. Durante questo periodo, l’intera area è rimasta sotto il controllo degli insorti, che hanno lasciato la missione cattolica il 19 novembre.
Solo allora è stato possibile verificare cosa fosse successo. P. Silva scrive che “tutto è distrutto, la casa dove vivevamo è stata ridotta in cenere… tutte le attrezzature sono state bruciate, la sede parrocchiale distrutta, la radio della comunità bruciata, la casa delle suore distrutta”.
Le notizie che arrivano a Pemba non parlano solo della distruzione degli edifici della Missione, della Chiesa, della radio (vedi Fides 16/11/2020) e della casa delle suore. Raccontano anche le intense sofferenze della popolazione di fronte alla violenza degli insorti e alle stragi da loro commesse nei confronti dei civili. “Lungo il percorso sono stati rinvenuti molti corpi in decomposizione e trovati i luoghi dei massacri. Le azioni dei terroristi sono violente, diverse persone sono state decapitate, le case bruciate e distrutte” riferisce p. Silva. “Diverse persone non sono riuscite a trovare le loro famiglie. Si parla di massacri e di 500mila sfollati”. La situazione umanitaria è aggravata da un’epidemia di colera e dal Covid-19.
P. Silva ricorda l’importanza della “solidarietà internazionale” di fronte a questo scenario di guerra e distruzione, per sopperire alle necessità di alloggiare e fornire cibo, medicine, acqua, tende, teloni a favore di500mila persone.
Gli insorti che seminano morte e distruzione nel nord del Mozambico si chiamano “Al Shabaab” e sono affiliati allo Stato Islamico dal 2019. Respingono la società laica esistente e vogliono fondare una società governata dalla legge islamica, la sharia. Inoltre vogliono fondare un califfato; lo Stato Islamico parla del Mozambico e del Congo come provincia (Wilayat) dell’ISIS (Daesh) in Africa centrale. Ma gli insorti parlano pure di un califfato swahili da insediarsi in Africa orientale –

Mozambico, Tanzania, Kenya.

(Agenzia Fides )

Redazione

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