Procida, capitale della cultura.

Cultura

Di Danila De Lucia

Quando ho saputo che Procida è una delle probabili candidate a diventare capitale italiana della cultura 2022, non ho potuto fare a meno di pensare a quello che ogni volta mi evoca questa piccola perla del Golfo di Napoli. Impossibile non richiamare alla mente tutta la storia di questo luogo, a partire dal suo nome che ha diverse interpretazioni, tra le quali la derivazione dal verbo greco prochyo , in latino profundo : si pensa, infatti, che l’isola sarebbe stata profusa , ovvero messa fuori, sollevata dal fondo del mare o dalle profondità della Terra. Un luogo che è nato dal mare, quindi, e che secondo il mito greco fu scenario della lotta tra i giganti e gli dei. Un luogo in cui già di per sé si respira cultura, e che nel Medioevo divenne un rifugio per le popolazioni in fuga dalle devastazioni dovute prima all’invasione longobarda e, poi, alle razzie dei pirati saraceni. È opportuno ricordare, poiché parliamo di cultura, che nel corso della sua storia l’isola è stata citata da Boccaccio, Pontano e in tempi più recenti da Cesare Brandi: tutti loro hanno scritto di Procida, così come Elsa Morante che ha ambientato sull’isola il suo romanzo “L’isola di Arturo”. A Procida, infatti, Arturo Gerace, rimasto orfano di madre, vive la sua infanzia e adolescenza, e la Morante racconta la sua storia facendo dell’isola una dei protagonisti. E ancora a Procida vive Graziella, protagonista del romanzo di Alfonso De Lamartine : figlia di pescatori, dolce e semplice ragazza procidana dagli occhi neri e con lunghe trecce, che s’innamora di Alfonso, naufragato sull’isola. E ancora vorrei ricordare l’isola come scenario magnifico e indimenticabile di film di grande valore culturale e potente impatto emotivo come: “Il Postino”, “Francesca e Nunziata”, “Detenuto in attesa di giudizio”, “Il talento di Mr. Ripley”. Procida è dunque, fra le varie candidature, l’unica isola, e per questo ancor più meritevole di accogliere un riconoscimento culturale così prestigioso, e non mi pare ci possa essere scelta migliore. Ho anche molto apprezzato lo slogan scelto per promuovere la sua candidatura: “La cultura non isola”. Così come trovo indovinato l’articolato programma di eventi che ha trovato nella popolazione un forte appoggio e un coinvolgimento molto attivo. Mi sento, quindi, di sposare le parole del sindaco Dino Ambrosino: “È la prima volta che un’isola si candida a Capitale italiana della cultura e Procida è orgogliosa di concorrere, rappresentando le piccole isole e l’intera area flegrea” , e quelle di Agostino Riitano, direttore della candidatura di Procida a Capitale italiana della cultura 2022: “è un percorso che inizia già tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 e lo fa con un approccio fortemente partecipato. Inizia con la costruzione di un percorso di cocreazione e capacity building che ha attivato la partecipazione dei cittadini procidani in primis perché l’obiettivo era innanzitutto ascoltare i loro desideri e costruire un orizzonte collettivo. La candidatura di Procida non è mai stata quella di una piccola isola del Golfo di Napoli, ma la candidatura di una comunità molto più ampia che tiene dentro I Campi flegrei e tutti i 35 Comuni delle isole minori.”.

Danila De Lucia


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