I Comites

Associazioni

Di Giorgio Brignola

Su i Com.It.Es. (105 nel mondo), anche noi, abbiamo preso una posizione. Ora ci torniamo perché una successiva riflessione potrà, forse, stimolare un articolato confronto per l’assistenza della rappresentatività dei nostri Connazionali all’estero. Limiteremo, in ogni modo, la nostra analisi agli aspetti “pratici” della questione. Ogni altra considerazione la lasciamo, volentieri, ai politici in Patria e all’estero. Noi c’eravamo, quando di Com.It.Es. neppure s’ipotizzava. Sul fronte dell’Emigrazione siamo presenti dal 1960. Questa è, almeno, una garanzia di continuità. Ciò premesso, pur non volendo generalizzare, i Comitati hanno perduto, progressivamente, alcuni loro fini primari. Non pochi si sono trasformati in propagazioni dei partiti e, scriviamolo francamente, in “trampolini” di lancio per affermazioni politiche personali o di cordata. Così, pur se organismi elettivi, i Com.It.Es. non rappresentano che delle “minoranze” degli aventi diritto a eleggerli. Anche i Candidati, in linea di massima, sono sempre gli stessi. Almeno così c’è parso. Con parecchia umiltà, ma anche con scarsa fortuna, qualche proposta operativa, per superare gli “inghippi”, l’avevamo presentata all’inizio del nuovo Millennio. In allora, avevamo considerato le strutture in essere come “superate”. Valicate, in pratica, dai tempi e dai ruoli della nostra Comunità nel mondo. Coerenti, come sempre, non intendiamo rigettare, ora, quanto abbiamo esposto anni addietro. Pur senza manifestazioni “possibilistiche”, ma convinti delle nostre idee, confidiamo in un contributo da parte di chi, ufficialmente, rappresenta i vertici dei Comitati. Confronti non ce ne sono mai stati. Peccato, perché un contributo d’idee avrebbe giovato a tutti. Siamo, però, pronti a prendere in esame consigli per rivedere posizioni forse non più adeguate alle esigenze dei tempi.

Giorgio Brignola


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