2021 Arabia Saudita e Covid.19

Primo piano

STATO ATTUALE E TRASCORSI DELL’ ANNO APPENA CONCLUSO

CONNESSIONI a cura di Valeria De Carlo

L’Arabia Saudita si avvicina sempre più velocemente ai casi 0.

Si avvicina ad un traguardo che è anche un nuovo inizio perché, a volte, mantenere lo status quo non è facile.

Al momento sull’intero, esteso, territorio nazionale, sono stati registrati 82 nuovi casi di Covid-19.

Il Paese conta, inoltre, 0 casi della nuova variazione del virus.

L’Arabia Saudita infatti, a sorpresa ma considerata la situazione generale e per contenerla, il 21 dicembre scorso ha sospeso i voli internazionali chiudendo anche i confini terrestri e marittimi.

Da ieri, comunque, il traffico aereo ha ripreso regolarmente seppur con alcune restrizioni.

Nello specifico coloro che rientrano dalla Gran Bretagna, Sud Africa o Paesi in cui si sta diffondendo la nuova variante del virus Covid-19, sono tenuti a trascorrere 14 giorni di quarantena fuori dal territorio saudita e possono entrare solo con test negativo.
La campagna vaccinazioni, iniziata a dicembre e preceduta da un bombardamento informativo e mediatico senza precedenti, continua a ritmo serrato e nel giro di 3 settimane si prevede l’arrivo del vaccino in tutte le regioni saudite, anche le più remote. Il farmaco utilizzato è quello sviluppato da Pfizer/BioNTech.

L’Arabia Saudita ha registrato oltre 363.000 casi e più di 6.200 decessi ma anche con un’alta percentuale di guariti

Tra i paesi dell’area del Golfo comunque è quello che conta il bilancio più pesante.

Il lockdown in Saudi è iniziato il 9 marzo 2020 quando sono scattate misure immediate di contenimento. La chiusura degli aeroporti e dei porti è stata tra le prime azioni messe in atto ed è durata fino a settembre 2020. Per chi contava sul periodo estivo per poter riabbracciare famiglia e amici nei paesi di origine ha dovuto rinunciarci. Il peso psicologico di una tale situazione di chiusura all’esterno e dall’esterno si è fatto sentire notevolmente. L’Arabia Saudita rimane comunque un Paese in cui è difficile fare programmi perché, in effetti e in qualche caso per fortuna, le azioni sono rapide e immediate e volgono appunto al contenimento e debellamento del virus.

Durante il picco della pandemia le cure e l’ospedalizzazione erano gratuite per tutti coloro che vivevano nel Paese. A differenza di altri stati in cui c’è stata un’evidente differenza di trattamento tra residenti e cittadini, il principe Mohamed Bin Salman ha permesso cure a tutti anche a prescindere dalla disponibilità di un’adeguata situazione copertura sanitaria.

Il 9 marzo 2020 è stata dichiarata la chiusura delle scuole in tutto il Regno e a tuttora il sistema di didattica a distanza è quello utilizzato. Le scuole in presenza non hanno mai riaperto.

Anche qui come in molti paesi del mondo è stato applicato, nella maggior parte dei casi, sia nel settore governativo che privato, lo “smart working”.

La registrazione dei casi da Covid 19 in Arabia Saudita ha avuto una territorialità ben marcata e concentrata soprattutto in grandi centri urbani come, ad esempio, Mecca, Gedda, Dammam e Riad, la capitale. Il ministero della salute ha inviato e invia ancora a tutta la popolazione, più volte al giorno, messaggi telefonici ricordando le regole di “social distance” e di igiene delle mani, uso delle mascherine e numeri a cui rivolgersi in caso di sintomi legati al Covid 19.

Tutte queste misure, una soglia di attenzione e vigilanza molto alta e costante stanno producendo questi risultati.

La speranza di farcela c’è e dovrebbe essere di tutti.

Valeria De Carlo – Arabia Saudita

Foto fonte Saudi Gazzette


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