Amira

Made in Italy

Di Nicoletta Montesano

A Magdeburg (Germania), il 12 dicembre scorso si è disputato,l’attesissimo match di boxe femminile nella Pesi Super Gallo.
Angela Cannizzaro (in arte AMIRA), avvocatessa reggina e Campionessa del
Mondo di boxe versione UBC, è ritornata in grande forma sul ring di Magdeburg per sfidare la Campionessa Europea, la tedesca Nina Meinke decima in ranking mondiale, avversaria molto temuta nel panorama
pugilistico tedesco.

Il pugilato come una pasione che brucia. .

Una luce in fondo alla strada della vita, da inseguire ad ogni costo. Non per soldi, che in Italia restano un miraggio per chi vuol fare della nobile arte una professione, ma per amore di una disciplina che eleva l’anima. La Meinke fino a quel dì aveva alle spalle 13 match da professionista di cui 10 vinti, 3 per KO.

La Campionessa reggina Amira facente parte della Scuderia Parisi Boxe Kalambay Massai del manager Mirko Parisi, dopo un periodo di dura preparazione e allenamento, seguita dal coach Antonio Bartolo dell’omonimo Team Boxe Bartolo e dal preparatore atletico David
Lombardo, ha sbalordito il pubblico tedesco e non solo, visto che il Match è stato trasmesso in scala mondiale su TV e social.

Angela Canizzaro, classe 1977, nata a Reggio Calabria, si avvicina alla boxe perchè è affascinata da Mike Tyson. E’ diletante dal 2001 al 2003, anno del riconoscimento della boxe femminile in Italia.

Nel 2002 vinse il primo titolo italiano pesi piuma, mentre nel 2003 è bronzo europeo nei pesi gallo. Nel 2004 decide di passare al professionismo, disputando 4 match in 2 anni (3 vittorie e una sconfitta).

Le passioni Oltre al ring : i tatuaggi e l’ Islam.

Per Angela i tatuaggi sono il mezzo per raccontarsi e raccontare la storia della sua vita. Ognuno ha un significato. Mike Tyson, l’ idolo è piazzato in bella vista sul braccio destro, su quello sinistro c’è un tribale, un simbolo maori spicca sul polpaccio destro, una piccola tigre sulla pancia, un drago tribale dietro la schiena.

l’Islam inizia dalla parola Amira (in arabo principessa) dietro il collo.

“ Era da tanto tempo- diece Angela- che ricercavo l’ approdo a una religione. Mi sono ritrovata nei dogmi di quella islamica e ovviamente mi sono sentita attratta da uomini musulmani. Mi sono sposata ed ho due splendidi figli, Soumaya (in arabo “Eletta”) di 12 anni ed Amir (in arabo “Principe”) di 14 anno e mezzo”.

Il Match, vinto ai punti dalla
campionessa tedesca, e vista la caratura sportiva delle due avversarie ha incuriosito ed entusiasmato il panorama sportivo nazionale ed internazionale che ha assistito ad una nuova e sorprendente Amira
Cannizzaro, e che a detta dei più grandi esperti del settore ha disputato il miglior match della sua carriera, sotto il profilo atletico e tecnico, concentrati in forza, potenza e velocità.

Amira, grazie al suo rientro sul ring di
Magdeburg, ha ottenuto cosi la
possibilità di poter sfidare le prime 5 pugili in classifica Mondiale nei prossimi mesi.

Grande trionfo, grande gioia e grande emozione della Cannizzaro e del suo preparatore Antonio Bartolo, grande onore per la
città di Reggio Calabria.

E il sogno potrà continuare.

Nicoletta Montesano


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *