Il rinvio della politica

Il rinvio della politica

Giorgio Brignola

Comunque s’evolva la politica nazionale, i redditi da stipendio e vitalizi saranno ancora penalizzati. I rincari, proprio perché a tutto campo, non concederanno a nessuno di poterli eludere. Nonostante la deflazione, l’imminente giro di vite, costerà alle famiglie italiane almeno Euro 1000 in più. A conti fatti, il 2021 sarà un anno difficile. Anche sul fronte dell’occupazione, proprio per il degrado economico, la Cassa Integrazione funzionerà a ritmo serrato. Sul fronte politico potrebbe andare anche peggio. Non si riuscirà, tuttavia, a riciclare le migliaia di senza lavoro. Senza troppa convinzione sulle percentuali dell’ultima ora, è alla ricerca di un’occupazione il 12% degli aspiranti lavoratori. Coloro che ambiscono a un primo impiego (età compresa tra i 18 e i 25 anni) sono milioni. L’Italia ha bisogno di materie prime per poterle lavorare. Se l’Esecutivo non modificherà rotta, ci sarà sempre meno da produrre e da immettere sui mercati esteri. Anche nel settore agro/alimentare la situazione potrebbe essere contrastante. Dove non ci ha pensato il Governo, hanno provveduto le regole comunitarie che vincolano le produzioni agricole e i generi correlati. La Pandemia ha fatto anche la sua parte. Le nostre eccedenze non avranno utile mercato. Siamo sempre più poveri e non ci resta che rinunciare a ciò che non è indispensabile. Il superfluo lo abbiamo abbandonato già da qualche tempo. Tra sacrifici e promesse non mantenute, il Popolo italiano tira avanti come può. Meglio, sarebbe, farci un esame di coscienza e chiedere a chi non abbiamo eletto, ma ci governa, d’aggiustare il “tiro”. Come a scrivere che, per tornare alla coerenza, la volontà di pochi non basta più alla tolleranza di molti.

Giorgio Brignola

Redazione

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