La coerenza

Politica

Di Giorgio Brignola

La “Politica delle promesse”, quella che gli italiani non vorrebbero più subire, potrebbe restare ancora alla “ribalta”. L’incertezza è confermata dai “bisticci “sotto traccia” nella platea politica di chi, almeno in teoria, si oppone all’Esecutivo in carica. Eppure, nessuno, in definitiva, ha abbandonato le sue posizioni originarie. Tuttavia, i cambiamenti ci potrebbero essere e con caratteristiche non proprio marginali. Siamo prossimi a importanti riforme. Il testimone, gioco forza, potrebbe essere ceduto. Perché se la politica non invecchia, invecchiano, invece, con le idee, i loro fautori. Spazio al nuovo, quindi, ma con giudizio. L’affossamento di certe cordate di potere potrebbe essere il primo passo per il mutamento; anche perché ci siamo resi conto che cambiare si può. Se il processo sarà trascurato, molti partiti “piccoli” non avranno lunga vita. La frammentazione del potere legislativo non è un segno benigno per il rinnovamento. La rappresentatività politica ha da essere inquadrata nel senso corretto. Certe necessità del Paese non possono più essere demandate. Il potere politico dovrà adeguarsi ai tempi; anche per affrontare i parecchi problemi di questo terribile 2020. Chi meglio saprà operare, potrà meritare fiducia. In Democrazia, cambiare “registro” è anche una necessità. La nostra Democrazia non ha bisogno di compromessi, ma di compatta stabilità. Quest’ anno di crisi socio/sanitaria avrebbero dovuto insegnare molto a tutti gli uomini di partito. Ora è solo una questione di criterio. Ogni altro apprezzamento lo riteniamo secondario. Certo è che l’anno prossimo potrebbe essere quello di una nuova legge elettorale, nuova struttura di Governo e di sconfitta di questa drammatica pandemia.

Giorgio Brignola


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