L’accoglienza

Come la vediamo

Di Giorgio Brignola

Gli italiani all’estero hanno loro opinioni sulla realtà della Penisola. Sono informati, interessati e, assai spesso, anche coinvolti. Insomma, i milioni di Connazionali nel mondo sono la realtà di uno stato sociale che si è sviluppato altrove, ma non estraneo alle vicissitudini della terra d’origine. Per quelli che sono nati lontano e della nostra lingua non hanno perfetta padronanza, restano le tradizioni e il desiderio d’italianità. Si lasciava lo Stivale per cercare, in altre terre, pane, lavoro. Insomma, un futuro. Dagli anni’50, migliaia d’italiani si sono riversati in altri Stati europei e del Mondo; fieri della loro origine e motivati nel voler riuscire a dare una dimensione al futuro. All’estero, li attendevano sacrifici ed anche umiliazioni. Non si sono arresi. Sono andati avanti. Se le due prime Generazioni di Migranti si sono disperse nell’oblio dell’età, i loro figli e i loro nipoti hanno continuato per quell’immagine d’appartenenza che non è venuta mai meno. Anche negli anni più difficili. Ora che la nostra Emigrazione è ripresa, l’Italia dovrebbe fare di più, e di meglio, per questa realtà sociale vincolante. Anche sotto il profilo politico. Favorendo e non “affossando”. Almeno, questa è la nostra opinione. Confermiamo, quindi, il nostro obiettivo di dare corpo al DIE (Dipartimento degli italiani all’Estero). Un’iniziativa che, prima di tutto, intendiamo presentare al mondo della politica con l’aiuto di tutti. Oltre queste riflessioni, aspettiamo i riscontri dei Lettori. Le conquiste sociali, quelle vere, non possono essere parziali e non si realizzano da sole. Pure l’informazione ha da rivelare il suo ruolo; sempre nella considerazione dell’accoglienza e dell’ascolto. Il “ Progetto Radici” s’è proposto, tra le altre, anche queste legittime finalità.

Giorgio Brignola


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