Voto all’estero : le nostre proposte

Voto all’estero : le nostre proposte

Di Giorno Brignola

Dal varo, sofferto, della Legge Tremaglia, il voto politico dei Connazionali ”altrove”, nella generalità, è rimasto esiliato nella “Circoscrizione Elettorale Estero”. Tramite il servizio diplomatico, lo spoglio delle schede votate continua ad avvenire in Patria. Nei pressi della Capitale.

Con l’attuale legge elettorale, il sistema non è cambiato. Il meccanismo resta postale. Così, il dubbio di “brogli” potrebbe, tanto per restare in tema, tornare alla ribalta.
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Data la sofferta gestazione politica di una nuova Legge Elettorale, si potrebbe introdurre, tranquillamente, il voto elettronico presso le nostre sedi consolari. Ma, giacché siamo a pieno titolo nell’era informatica, si potrebbe proporre il voto da casa “on-line” con l’identificativo dell’impronta digitale. Sistema sicuro e facilmente adottabile.

Magari più privacy e meno pasticci. Senza, poi, dimenticare che, anche per il procedimento elettorale sorpassato, la percentuale dei voti che giungono dai Connazionali “altrove” è sempre stata bassa.

Ci sembra, quindi, grossolano avanzare precisazioni, pur se attendibili, nei confronti di un meccanismo che non ha mai persuaso nessuno e che lo stesso On. Tremaglia, “padre” del voto dei Connazionali all’estero, avrebbe voluto, col tempo, aggiornare. Purtroppo, nessun politico ha “continuato” la sua strada. Nel progetto di nuova legge elettorale, si potrebbe segnalare un “adeguamento” per il voto politico e referendario degli italiani nel mondo. Magari con suggerimenti d’esperti del Dipartimento degli Italiani all’Estero (DIE) che, purtroppo è ancora in “pectore”.

Giorgio Brignola

Redazione

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