Oggi ti presento:Mario Cospito ambasciatore italiano in Svezia

Rete Diplomatica

Oggi ti presento: L’Ambasciatore in Svezia dott. Mario Cospito

In un momento in cui il Nostro paese sta vivendo una crisi terribile…ecco questo e’ il momento che con le nostre radici possiamo fare la differenza”

Come prima intervista della rubrica ” ti presento”, ho l’onore e il piacere di incontrare L’Ambasciatore d’Italia in Svezia, dott. Mario Cospito.

Ci incontriamo virtualmente, come si usa in questo periodo e iniziamo a chiacchierare del più e del meno , soprattutto del bel sole che entra nella sua stanza e lo inonda di luce. Il sole e’ una benedizione nel Nord Europa, soprattutto d’inverno. Lo prendo come un segno propiziatorio, anche se non glielo dico.

L’Ambasciatore e’ una persona molto colta, tanto quanto umile. Una caratteristica delle grandi personalità . Solo gli stupidi o i mediocri si atteggiamo e quando lo conosci comprendi immediatamente che lui non e’ ne’ l’una ne’ l’altra cosa. E’ un uomo molto gentile, simpatico che sa metterti subito a tuo agio, molto disponibile e competente su quello che fa. Ha una grande esperienza ed e’ da qui iniziamo la nostra  intervista/chiacchierata, chiedendogli del suo ruolo  qui in Svezia e dei suoi rapporti con le istituzioni.

Mi racconta che e’ la seconda volta che ricopre questo ruolo dopo essere stato ambasciatore in Romania e Moldova e mi spiega che quando un Ambasciatore viene inviato in un altro Paese e’ innanzitutto per rafforzare le relazioni bilaterali, ovviamente politiche, ma anche rafforzamento dei rapporti economici-commerciali. Infatti,  ” anche se la Svezia e’  un paese più piccolo e lontano dall’Italia, e’ un partner importante per l’Italia e viceversa. basti pensare che  per il commercio estero ci collochiamo tra l’ottavo e il nono posto tra i partners della Svezia”.

Mi racconta poi di qualche iniziativa bilaterale importante e subito mi parla della visita del Presidente Mattarella in Svezia. E’ quasi commosso quando ne parla e nello stesso tempo orgoglioso: ” non posso non accennare alla visita del nostro Presidente della Repubblica fatta nel Novembre 2018, e Sua Maestà il Re e la Regina lo hanno assistito in maniera encomiabile, quasi commovente. Il Presidente ha avuto una sua finestra personale su questo Paese, e’ rimasto molto contento spronandoci a intensificare i rapporti in alcuni settori in cui la Svezia eccelle come la medicina, l’alta tecnologia e la digitalizzazione”. Poi mi parla del vertice della salute, il cui sponsor era AstraZeneca, popolare adesso per la ricerca sul vaccino contro il Covid, ma anche di eventi sulla digitalizzazione come quella  con l’associazione Ampioraggio in collaborazione con Ericsson. Inoltre aggiunge che in Svezia”  c’e’ un Sistema Italia molto importante, a parte l’Ambasciata e il Consolato, c’è’ il bellissimo Istituto di Cultura costruito da Gio’ Ponti e Pier Luigi Nervi, l’ICE, la Camera di commercio italiana per la Svezia  e l’Ente nazionale per il Turismo.

La nostra chiacchierata tocca anche la situazione della pandemia in Svezia e come prima cosa precisa “ se qualcuno mi avesse anticipato prima del mandato della visibilità della mia sede per colpa del Covid, non ci avrei creduto”. Sottolinea come ogni paese ” ha deciso sulla base delle proprie conoscenze scientifiche, sulla diversità del proprio territorio nazionale, densità, popolazione, usi e costumi. Ancora oggi vedo paragoni tra le due strategie che non si possono assimilare. A un certo punto della prima ondata le Autorità svedesi hanno fatto determinate dichiarazioni pubbliche su come l’Italia stava gestendo la situazione e io mi sono sentito in dovere di emettere dei Comunicati Stampa..ma e’ stata una polemica comunque di correttezza”. Noi abbiamo una bellissima Costituzione che all’art. 32 prevede che il sistema sanitario deve essere Nazionale e gratuito per tutti. Principio realizzato nel 1967 con il sistema sanitario nazionale , secondo al mondo dopo quello inglese. Tra le cose “positive” possiamo quindi dire che la pandemia ci lascerà’ la piena consapevolezza di un sistema sanitario importante”.

Il discorso tocca poi l’organizzazione consolare, l’ambasciatore mi parla del console a Stoccolma, dott. Mattia Mazza e lo definisce eccellente.Infatti la circoscrizione consolare svedese e’ la più’ grande d’Europa, infatti da Stoccolma si ha competenza su tutto il territorio svedese che in termini di di superficie e’ una volta e mezza l’Italia. “Gestire un territorio così vasto non e’ semplice e durante la pandemia abbiamo fatto di tutto per tenere aperto il Consolato e abbiamo sempre offerto i servizi essenziali “. Poi c’e’ la rete di consoli onorari tra cui Sara Pandolfini a Malmö che  rappresenta una città strategica perché vicino alla Danimarca.” Poi abbiamo una rete di consoli e vice consoli onorari anche svedesi che ci coadiuvano”. Mi racconta che in Svezia ufficialmente registrati all’Aire ci sono 18.000 italiani, ma il numero sarebbe sottostimato se si fa riferimento a quanti non si registrano e il numero si aggirerebbe intorno ai 40.000.

Riguardo gli italiani in Svezia, definisce l’emigrazione in Svezia sempre più “specializzata”, cioè’ diversa dalla prima emigrazione fatta più per necessità’ e bisogno.”Quando parlo di “specializzata” mi riferisco anche a persone con esperienza, non solo accademica.Quindi carpentieri, meccanici, cuochi ecc. sono tutte persone  con “specializzazione” sempre più ricercata, anche in Svezia.

Poi aggiunge che ” vivere e viaggiare all’estero rafforza la visione che abbiamo del nostro Bel paese perché’ siamo i primi a criticare e invece il nostro paese e’ grandissimo e ci sono tante opportunità’ che vengono viste ancora di più dall’estero. Anche mia moglie ha la stessa idea, lei ha sempre visto con occhi migliori l’Italia ad ogni singola esperienza.”

Tra le mie ultime domande c’è’ quella relativa a cosa porterà con sé’ dalla Svezia (perché’ l’ambasciatore ha anche detto durante la nostra chiacchierata che questo sarà il suo ultimo anno)  e la sua risposta e’ sicura, precisa: ” la percezione che la Svezia ha dell’Italia, molto più alta di quanto mi aspettassi prima di arrivare. Gli svedesi adorano l’Italia: la cultura, l’arte, il cibo ecc.e credo che essi abbiano una percezione del nostro paese come resiliente” .

Mi dice poi a metà tra lo scherzo e in serio  “avrei voluto durante il mio mandato che all’Italia fosse dato un premio Nobel, che non vinciamo dal 1997 con Dario Fo, perché’ Il Nobel  avrebbe significato  esaltare ancora di piu’ il nostro Paese.. e poi ovviamente mi dispiace lasciare amici e eccellenti persone.”

La mia ultima domanda non può non essere quella relativa al suo rapporto con le Radici, anche qui la sua risposta e’ immediata, sincera e sicura: ” Io sono originario della Basilicata e noi lucani siamo considerati poco per due motivi: siamo pochi e poi siamo terra di emigrazione, pero’ e’ una terra che ci ha consentito di mantenere forte le radici. Io e mia moglie ci siamo sempre sentiti lucani e italiani, fieri delle nostre radici perché il Nostro paese ci ha dato la possibilità di studiare, di fare questo lavoro pur venendo da una piccola Regione e famiglie normali. La radice e’ anche questa. Non sentirsi attaccato solo al proprio luogo di origine, alla propria citta’ ma e’ piu’ estesa  e va a tutto il territorio nazionale e essere Parte di Una Nazione. Dovremmo tutti porci questa sua domanda, in un momento in cui Il Nostro paese sta vivendo una crisi terribile…ecco questo e’ il momento che con le nostre radici possiamo fare la differenza: dobbiamo sempre sentirci fieri di essere parte di una Nazione. Le radici sono da intendere così’.”

Termina così la mia chiacchierata con L’Ambasciatore in Svezia dott. Mario Cospito, che ringrazio pubblicamente non solo per la gentilezza accordatami nell’essere così disponibile a rilasciarmi questa intervista, ma lo ringrazio in quanto italiana in Svezia perché mi ha rappresentato nel modo migliore che io potessi volere: Competenza, serieta’, gentilezza, umanità ed umiltà.

Buon lavoro e ad maiora.

Annalisa Spinelli- Stoccolma


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